Aggiornato al 08/07/2025 - 15:10
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Siracusa, Inquietanti retroscena nell’inchiesta Mafia a Ortigia: i vigili “confidenti” e i medici “clienti”

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Si sarebbero degli agenti di polizia municipale utilizzati come “confidenti”, e alcuni medici e dirigenti dell’Asp che avrebbero usufruito del “servizio di recupero crediti” della cosca mafiosa.
I retroscena che emergono dall’inchiesta della procura distrettuale antimafia di Catania sono inquietanti. Lo scorso 4 luglio sono state arrestate 4 persone appartenenti, a vario titolo, a un’associazione di stampo mafioso radicata nel centro storico di Ortigia. Secondo quanto emerso dalle indagini i 4, assieme a tutto il gruppo, avrebbero utilizzato violenza, minaccia ed estorsioni ai danni dei titolari di alcune attività commerciali in aree ad altissima affluenza turistica, e l’imposizione del “pizzo” ai proprietari dei servizi Ape calessini, utilizzati dai turisti per visitare Ortigia.

A finire in carcere sono stati Orazio Scarso, al vertice del clan Bottaro-Attanasio, Claudio Guzzardi, Christian Fontana e Andrea Sapienza. Durante l’operazione messa a segno dai carabinieri e della guardia di finanza, anche un sequestro preventivo di beni mobili, immobili ed attività commerciali del valore di oltre un milione di euro e altre 26 persone sono state iscritte nel registro degli indagati. Sequestrati quasi 40mila euro in denaro contante, hashish e cocaina.

Ma nelle ultime ore sono emerse indiscrezioni su alcuni fiancheggiatori della banda, tra cui agenti della Polizia municipale di Siracusa, e clienti, come un medico e un dirigente dell’Asp di Siracusa.

Questi ultimi si sarebbero rivolti alla banda per riscuotere un credito di 30 mila euro, gli agenti del comando siracusano, invece, sarebbero stati utilizzati come informatori su quanto accadeva nel territorio, e per anticipare spiacevoli situazioni. Come i controlli sugli ape calessini. Ci sarebbero diverse intercettazioni a conferma dei legami tra gli agenti di polizia e i medici con il gruppo.

 

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