“Prestigiacomo e Chinnici due candidature moderate, ma valutiamo condizioni e alleati”
L’accordo elettorale appena siglato da PD e Azione sembra aver sorpreso Italia Viva. La scelta di Calenda di allearsi con Letta, facendo sfumare l’opportunità della nascita di un terzo polo di ispirazione centrista, ha lasciato Matteo Renzi con il cerino in mano. Per il partito dell’ex premier, adesso, c’è il rischio di rimanere isolato e con poca forza e di perdere ulteriormente consensi elettorali (a vantaggio di Calenda).
La scelta fatta a Roma cambia poco a livello regionale, dal momento che, in Sicilia, le forze che avrebbero dovuto accompagnare Italia Viva in questo terzo polo sono numericamente inconsistenti. Solo un accordo tra Renzi e Letta avrebbe permesso a Italia Viva di potersi facilmente collocare dentro la coalizione del centrosinistra nelle prossime elezioni regionali.
Quindi, nella competizione per il rinnovo della giunta regionale e per la scelta del presidente, il partito di Renzi ha solo due possibilità: o correre da solo o allearsi con uno dei due schieramenti che si contendono la vittoria.
Della situazione attuale di Italia Viva, parla Giancarlo Garozzo, dirigente regionale ed esponente di punta del partito, intervistato da SiracusaPress: “Partiamo dal presupposto – afferma Garozzo – che per 10 giorni abbiamo ripetuto che vogliamo andare da soli con un terzo polo. Dopodiché abbiamo detto che siamo disposti a ragionare con alcune forze politiche che possano essere compatibili con il nostro programma, come ad esempio Azione. Mi sembra una cosa di buon senso. Va specificato che, quando parlavamo di forze moderate e con un programma simile al nostro, ci riferivamo anche a Toti, a Mastella, cioè a quei gruppi moderati che sono realtà regionali, ma che hanno bisogno comunque di un contenitore nazionale per poter esprimere un programma di governo”.
Calenda, però, si è accordato con Letta, tirandosi di fatto fuori dal progetto del terzo polo…
“Calenda ha rilasciato dichiarazioni, tutte cristallizzate sui social network (come ha sottolineato in un post Faraone), nelle quali ribadiva che non sarebbe mai andato con nessuno e che preferiva correre da solo, accusando peraltro Renzi di avere già un accordo con il PD, cosa che Renzi assolutamente non aveva. C’è stato un contatto, come è fisiologico in questa fase, ma noi abbiamo un nostro progetto politico diverso, che è riformista, liberale e quindi abbiamo la necessità di una alleanza strutturata di quel tipo”.
Al momento, però, Italia Viva si trova in una condizione sfavorevole, diciamo un po’ isolata. In Sicilia, dove a breve si voterà anche per le regionali, questo in cosa si traduce?
“In questo momento certamente guardiamo alle coalizioni in campo, anche per capire come saranno composte e da chi verranno rappresentate. Ad esempio, ancora non ho compreso se il M5S alla fine voterà o no per la Chinnici. Nel centrosinistra questo aspetto è poco chiaro. Nel centrodestra, invece, non si capisce se ci sarà una candidatura moderata o meno, elemento per noi fondamentale, perché abbiamo sempre detto che siamo lontani da sovranismi e populismi e che, per quanto ci riguarda, non è più una questione di centrodestra o centrosinistra, specialmente in Sicilia. A noi interessa che cosa rappresentano gli schieramenti e cosa vogliono fare, se sono compatibili con i nostri programmi di governo. In Sicilia, pertanto, il nostro orientamento sarà misurato in base a quello che accadrà e alle condizioni che metteranno in campo”.
Questo vuol dire che se il centrodestra non scegliesse una candidatura espressione di FdI, ma optasse per la Prestigiacomo, voi potreste sostenere la coalizione di centrodestra?
“Sulla Prestigiacomo posso dire, a titolo personale, che auspico che ci possa essere un candidato presidente della Regione siracusano, chiunque esso sia. Perché non può che essere, a mio avviso, un valore aggiunto per il territorio. Questo ragionando egoisticamente, da siracusano, non politicamente. È chiaro che quella della Prestigiacomo sarebbe una candidatura moderata, ma non so se alla fine sarà davvero lei a essere indicata. Sicuramente, una candidatura moderata, di garanzia per il mondo moderato, per chi vuole fare i termovalorizzatori e alcune altre cose in Sicilia, per noi non può essere quella di Musumeci”.

Anche la Chinnici, però, è ritenuta una candidatura moderata. Italia Viva potrebbe decidere di sostenerla?
“Va detto che la Chinnici non ha la tessera del PD. Vero che è europarlamentare del PD, ma è una donna, una magistrata presa dalla società civile e candidata nelle file del Partito Democratico, con cui ha fatto due volte l’europarlamentare. Ora è stata candidata alle primarie e ha vinto. Anche lei rappresenta un personaggio che per noi potrebbe essere tranquillamente votato. Ma a quali condizioni e con quali alleati, cioè quale prezzo dobbiamo pagare per sostenere una candidatura simile?”.
Sembra di capire che in Sicilia aspetterete e poi vi accorderete sicuramente con uno o con l’altro. Andare da soli, a suo avviso, è una possibilità da escludere?
“In Sicilia la situazione è diversa, non è come le politiche, dove superando la soglia del 3%, possiamo eleggere diversi parlamentari e avere una rappresentanza che ci metta in condizione di portare avanti le nostre iniziative politiche. Alle regionali, il meccanismo è un altro e quindi ci adeguiamo. Andando da soli, dovremmo scegliere un presidente della Regione indicato, qualcosa che servirebbe a poco e che rischierebbe di schiacciarci. Andando da soli, un nostro candidato alla presidenza non riuscirebbe mai a diventare presidente. Aspettiamo, dunque, che si formalizzino schieramenti e candidati e che ci dicano cosa vogliono fare, in modo che noi potremo prendere una decisione”.
Intanto, immagino che abbiate già iniziato a lavorare alle liste. Avete già scelto i candidati?
“In questo momento abbiamo uno o due candidati che potrebbero contribuire a fare una lista. Perché in base a quale sarà lo schieramento che sceglieremo di sostenere alle regionali, andremo a completare delle liste che già esistono. Nel caso della Chinnici, ad esempio, c’è la lista del presidente, dove vi sono degli spazi da poter riempire; nel caso del centrodestra, dove la situazione è più confusa perché non c’è ancora un candidato presidente, ci sono tante piccole liste moderate che mirano a fare un accorpamento per superare abbondantemente lo sbarramento regionale. Quindi, in questo caso, faremmo un ragionamento con queste forze moderate per fare una lista unica e concorrere insieme. Sono questi i due scenari possibili per Italia Viva. Ad ogni modo, sui candidati abbiamo un nome di punta, sul quale stiamo già facendo campagna elettorale: è Saverio Bosco, ex sindaco di Lentini. Un’altra candidatura potrebbe essere anche una donna, ma dipende da quello che ci verrà richiesto quando faremo la scelta”.
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