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Fermento politico in Sicilia: tra “Big” e volti (quasi) nuovi, l’Isola è un cantiere aperto

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In terra di Trinacria ribolle la politica: mentre Lagalla, Lombardo e Miccichè lanciano “Grande Sicilia”, il giovane La Vardera presenta “Controcorrente” e promette battaglia

Questa primavera 2025 segna un momento di effervescenza nella politica siciliana, con la contemporanea presentazione di due nuovi soggetti politici che, pur con approcci e protagonisti differenti, testimoniano un desiderio di cambiamento e rinnovamento nel panorama regionale. Da un lato, ad Enna, ha fatto il suo debutto “Grande Sicilia“, la formazione promossa da tre figure storiche e di peso del centrodestra isolano: Roberto Lagalla, Raffaele Lombardo e Gianfranco Miccichè. Dall’altro, quasi in contemporanea, a Sciacca, il giovane deputato regionale Ismaele La Vardera ha presentato il suo movimento “Controcorrente“, promettendo di scardinare le logiche politiche tradizionali.

L’evento ennese ha visto la partecipazione di nomi di spicco, tra cui il presidente della Regione Renato Schifani, che ha salutato la nascita di questa nuova forza come un “atto dovuto ma sentito” per il rafforzamento del centrodestra. Schifani ha sottolineato come “è la nascita di una forza del centrodestra che si rafforza, con tre soggetti grandi protagonisti della politica siciliana, big che hanno deciso di rafforzarlo”.

Raffaele Lombardo, fondatore e leader del Mpa, ha chiarito lo spirito inclusivo del progetto: “noi siamo democratici e quindi siamo aperti all’apporto di tutte le persone di buona volontà che sposano questo progetto che è del civismo, dell’autonomia e che è anche dei valori liberali e dei diritti in cui queste tre persone e tantissimi gruppi si riconoscono e per mettere insieme un progetto forte di rinnovamento, ma anche, e dobbiamo impegnarci molto, di una nuova classe dirigente”. Roberto Lagalla, sindaco di Palermo, ha posto l’accento sull’inclusione politica e sull’attenzione alla persona, anticipando che “i coordinatori e tutta l’ossatura del movimento saranno definiti nei prossimi giorni”.

Non sono mancate le dichiarazioni di Gianfranco Miccichè, coinvolto in recenti vicende giudiziarie, che ha affermato: “Sono ingiustamente coinvolto, nel senso che ho sempre fatto quello che mi è sembrato giusto nella vita e anche questo mi è sembrato giusto. Io ho grande fiducia, non mi lascio condizionare, ma al tempo stesso farò di tutto per chiarire la mia posizione“. Miccichè ha inoltre rivelato il suo addio a Forza Italia: “ho fondato un nuovo movimento ed è chiaro che esco da Fi, io ne sono uscito nel giorno in cui non mi sono iscritto al gruppo di Forza Italia. Bisogna essere seri nelle cose che si fanno“.

Mentre ad Enna si celebrava la nascita di un nuovo polo nel centrodestra, a Sciacca, Ismaele La Vardera presentava “Controcorrente”. Tra gli osservatori c’è chi vede somiglianze con altri due momenti storici della politica isolana, o forse addirittura tre: La Rete di Leoluca Orlando nel 1992, il Movimento Cinque Stelle nel 2009 e il più recente “ciclone” Crocetta”. La Vardera, ex volto noto della televisione, ha dichiarato: “Sarebbe stato facile continuare a lavorare al nord – ha detto – ma voglio provare a cambiare la Sicilia”.

Il giovane deputato regionale, recentemente al centro di un contrasto con il deputato regionale della provincia di Siracusa Carlo Auteri, ha delineato i punti cardine del suo progetto: “Vogliamo una Sicilia con una sanità che funzioni, da dove i giovani non devono scappare, una terra che produca economia aiutando le imprese che nascono, senza elargire mancette per produrre consenso”. Netta la sua presa di distanza dall’attuale governo regionale: “Mai con l’attuale governo di centrodestra, con un finto presidente della Regione come Schifani e con il vero presidente che è Totò Cuffaro”.

La contemporaneità di queste due iniziative politiche, così diverse per storia, leadership e posizionamento ideologico, evidenzia un chiaro fermento nel panorama politico siciliano. Se “Grande Sicilia” punta a consolidare e rinnovare l’offerta del centrodestra, “Controcorrente” si propone come una forza di rottura, intercettando il desiderio di cambiamento soprattutto nell’elettorato di centrosinistra.

Resta da vedere quale impatto avranno questi nuovi soggetti politici sull’elettorato siciliano, anche in vista delle prossime scadenze elettorali, a partire dalle elezioni provinciali di secondo livello. Ciò che è certo è che, da Enna a Sciacca, passando per Siracusa, la politica siciliana è tutt’altro che statica e si prepara a vivere una fase di intensa trasformazione.

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