Dopo oltre un anno dalla presentazione, la proposta firmata da Burti, De Simone, La Runa, Marino e Gennuso non ottiene il via libera della maggioranza. Rammarico tra i proponenti
È stata respinta dal Consiglio comunale di Siracusa la proposta di regolamento per la gestione delle morosità dei canoni degli alloggi popolari, presentata 13 mesi fa e discussa in aula solo negli ultimi giorni. Il provvedimento, firmato dai consiglieri Cosimo Burti, De Simone, La Runa, Marino e Gennuso, mirava a introdurre nuovi strumenti per il recupero sostenibile dei canoni e a tutelare gli inquilini in difficoltà economica, ma non ha ottenuto l’approvazione della maggioranza.
In una nota congiunta, i cinque consiglieri esprimono il proprio disappunto per l’esito della votazione, sottolineando l’importanza della proposta e criticando le logiche politiche che ne avrebbero ostacolato l’approvazione.
“La proposta aveva un duplice valore: il sostegno ad una realtà come quella degli inquilini degli alloggi popolari, troppe volte trascurati e lasciati senza un valido riferimento sociale e amministrativo, e dall’altro il bilancio del Comune, che vede cifre irrisorie negli incassi dei canoni di gestione poiché non dotato di strumenti validi per recuperare in maniera idonea gli importi dagli inquilini assegnatari”.
Nel comunicato, i consiglieri evidenziano la necessità di riformare gli strumenti attualmente utilizzati per la riscossione dei canoni:
“Occorre considerare che sarebbe troppo facile additare come non pagatori i soggetti assegnatari degli alloggi quando lo strumento di rateizzazione delle morosità utilizzato è lo stesso che si applica in linea generale sulle entrate, strumento che impone rate alte e non sostenibili, se non addirittura polizze fideiussorie a garanzia del debito”.
Il regolamento presentato prevedeva condizioni più eque e accessibili:
“Lo strumento da noi proposto teneva conto di fattori consoni a chi con difficoltà ma con grande dignità porta avanti la famiglia, prevedendo rate minime e lunghe scadenze volte a far uscire dallo status di morosità incolpevole”.
Nel finale della nota, non manca una riflessione sul clima politico in cui è maturata la bocciatura:
“Per l’ennesima volta abbiamo assunto un ruolo politico propositivo e costruttivo, illudendoci che chi oggi ha i numeri per governare la città tenesse conto della bontà del provvedimento ma, di fatto, è purtroppo prevalsa l’appartenenza politica, a danno dei soggetti fragili, che andrebbero sostenuti e aiutati sempre e non attenzionati solo durante le campagne elettorali”.







