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Teatro

Noto, Una cena per raccontare Guglielmo il Turco al Museo antropologico di Testa dell’Acqua

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2 agosto al Mat un evento immersivo tra narrazione, memoria e cucina medievale per raccontare la Sicilia del XII secolo

Un viaggio nel tempo attraverso i sapori e le storie della Sicilia medievale. Si intitola “Alla tavola di Guglielmo il Turco” ed è una cena teatralizzata che si svolgerà sabato 2 agosto al Mat, il Museo antropologico di Testa dell’Acqua a Noto, con inizio alle 20.

Si tratta di una cena teatralizzata, che fonde racconto e degustazione in un’esperienza immersiva sulla figura di Guglielmo il Turco, vissuto nel XII secolo nelle campagne iblee, il cui nome compare in una pergamena datata 6 agosto 1103, dove figura come uomo di fiducia, presente in un atto ufficiale dell’amministrazione normanna. Un frammento minimo ma potente, che  restituisce il profilo di un uomo al centro di una stagione di scambi, mescolanze e trasformazioni.

«Un’occasione – hanno raccontato le organizzatrici Anna Raudino, archeologa e Luana Aliano, storica dell’arte, che animeranno i dialoghi – per riflettere sul tema della convivenza tra popoli e sul ruolo del cibo come veicolo di memoria, dialogo e trasformazione culturale».

L’evento si svolge negli spazi del Mat – Museo di Testa dell’Acqua, realtà profondamente radicata nel paesaggio agricolo e storico del territorio ibleo.

«Una scelta non casuale – hanno sottolineato Raudino e Aliano – Testa dell’Acqua, ancora oggi, conserva nei suoi toponimi, nei saperi agricoli e nella cultura materiale le tracce della presenza araba, che qui trasformò la terra e introdusse innovazioni agricole, tecniche irrigue e varietà vegetali divenute parte dell’identità siciliana».

La formula è semplice e coinvolgente: a ogni portata che arriverà sulla tavola, inizierà un racconto. A ogni piatto, un intreccio di ingredienti e culture: grani antichi, spezie d’Oriente, erbe mediterranee e suggestioni poetiche che narrano il tempo di Guglielmo, tra campagne, commerci e incontri di civiltà.

La voce immaginaria del protagonista si alternerà a quella della Sapienza storica, in un dialogo fra teatro e divulgazione, evocazione e ricerca.

«Un’esperienza multisensoriale e riflessiva – hanno concluso Raudino e Aliano – che attraverso il gusto ci interroga sul presente».

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