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Degrado alla Mazzarona, duro il comitato: “Legalità e sicurezza, pronti a ricorso alla Corte Europea”

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Denunciata una “collina di detriti” in via Foti e il lassismo delle forze dell’ordine. “L’inquinamento minaccia la salute. Le istituzioni hanno il dovere di agire come impone la CEDU”

Non solo la battaglia contro il Centro Comunale di Raccolta. Il Comitato Mazzarona torna a farsi sentire, allargando il campo della sua azione e chiedendo “rispetto della legalità e sicurezza” per l’intero rione. In una dura nota, il comitato denuncia degrado ambientale, opere incompiute e un “lassismo delle forze dell’ordine” di fronte alle ripetute segnalazioni dei cittadini.

La denuncia: “Collina di detriti e opere abbandonate”

Al centro della protesta ci sono diverse criticità irrisolte che, secondo il comitato, minano la qualità della vita e la sicurezza dei residenti. Tra queste:

  • Una “collina di materiale di scavo” adiacente all’Eurospin di via Foti, che occupa un’area comunale di circa 10.000 mq, sottraendola a un atteso spazio verde.
  • Le opere mai finite e abbandonate dell’area Pop-up e dell’Agorà.

“Chi investe nel rione non può esimersi dal rispettare il territorio e le norme ambientali,” afferma il comitato, chiedendosi se “i mancati controlli siano una dimostrazione che il problema non esista”.

“Lassismo delle Forze dell’Ordine, reati ambientali ignorati”

Il comitato lamenta l’apprensione dei residenti, che si sono scontrati con il “lassismo delle forze dell’ordine” di fronte a richieste di controllo su reati ambientali, decoro urbano e sicurezza pubblica. Si fa riferimento a un recente Consiglio Comunale sull’ordine pubblico, definito “fine a sé stesso”, che avrebbe ignorato come i reati ambientali siano spesso alla base di episodi di “prevaricazione, intimidazione e violenza”.

L’appello alla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo

Richiamando la Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU), il Comitato Mazzarona ricorda alle istituzioni, regionali e comunali, il loro dovere di proteggere la vita e la salute dei cittadini. Vengono citati dati allarmanti sull’impatto dell’inquinamento sulla salute, come gli 80.000 decessi prematuri l’anno denunciati dalla SIMA (Società Italiana di Medicina Ambientale).

“Il ritardo nell’azione contro qualsiasi tipo di inquinamento ha registrato un costo umano inaccettabile,” dichiara il comitato, citando la recente condanna della Svizzera da parte della CEDU per inadempienza. “Una sentenza storica che non esiteremo a richiedere a nostro favore […] a sostegno dei diritti umani ed ambientali che violati compromettono gravemente i diritti dell’uomo”.

Il comitato esprime inoltre solidarietà ai cittadini di Cassibile per i disagi legati al loro CCR e attende ancora l’apposizione del vincolo archeologico sulle latomie di via Don Luigi Sturzo.

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