Il deputato regionale Ismaele La Vardera chiede chiarimenti sulla riattivazione del Centro Comunale di Raccolta in via Luciano Rinaldi, denunciata dai residenti per gravi criticità ambientali e di sicurezza.
È stata presentata oggi un’interrogazione urgente dal deputato regionale Ismaele La Vardera al Presidente della Regione Siciliana, agli Assessorati all’Energia e Servizi di Pubblica Utilità e al Territorio e Ambiente, per chiedere chiarimenti e interventi immediati sulla riattivazione del Centro Comunale di Raccolta (CCR) di via Rinaldi.
Il Ccr, attivato lo scorso maggio, si trova a meno di un metro dalle abitazioni private, senza barriere visive o fonoassorbenti, in contrasto con le norme vigenti che richiedono l’ubicazione di tali strutture in aree industriali o di servizi, lontane dai centri residenziali.
“È inaccettabile che un impianto destinato alla raccolta dei rifiuti venga collocato così vicino alle case, con rischi per salute e qualità della vita dei cittadini. Chiediamo alla Regione di verificare la regolarità e valutare una nuova collocazione,” ha dichiarato La Vardera.
I residenti, organizzati nel comitato NO Ccr Via Rinaldi, segnalano numerose criticità: rumori già dalle prime ore del mattino, odori forti, sversamenti di olio esausto su una platea non impermeabilizzata, mancata pulizia dell’area, violazioni della privacy e viabilità inadeguata su via Luciano Rinaldi, strada cieca di soli 130 metri. Inoltre, alcuni muri privati sono stati utilizzati come recinzione perimetrale dell’impianto.
Nonostante richieste formali al Comune e accessi agli atti, non sono mai arrivate risposte. Nel frattempo, i cittadini hanno depositato un esposto alla Procura della Repubblica, in attesa di riscontri.
L’interrogazione di La Vardera chiede di chiarire se siano stati effettuati controlli ambientali e urbanistici, se il sito rispetti le norme nazionali e le linee guida regionali, e se siano stati rilasciati pareri o finanziamenti per la riattivazione del Ccr. Si richiede inoltre l’avvio di un tavolo tecnico con Comune, Arpa, Asp, Protezione Civile e cittadini per valutare una collocazione più idonea.
“Non ci fermeremo finché non sarà garantita la tutela della salute e il rispetto della legalità. È necessario ascoltare i cittadini e dare risposte concrete,” concludono Sebastiano Musco e Michele Mangiafico.











