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Schifani all’Assemblea Nato: “La Sicilia modello di convivenza pacifica nel Mediterraneo”

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A Palazzo Reale, il presidente della Regione ha incontrato l’Assemblea parlamentare Nato, rilanciando il ruolo dell’Isola come “ponte” per la pace e la cooperazione tra Europa e Africa, nel quadro del Piano Mattei

“Essere protagonisti o scivolare nell’isolamento”. Con queste parole nette il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha sintetizzato la sfida che attende l’Isola nel contesto geopolitico attuale. Parlando alla platea dell’Assemblea parlamentare della Nato, Schifani ha indicato la Sicilia come modello di convivenza nel Mediterraneo, un “ponte” indispensabile per la sicurezza e la cooperazione.

L’occasione è stata il seminario parlamentare sulla sicurezza del bacino del Mediterraneo, svoltosi nella prestigiosa Sala Mattarella di Palazzo Reale a Palermo.

L’incontro si è tenuto nell’ambito della visita congiunta, tra Palermo e Lampedusa, di tre organismi chiave dell’Alleanza Atlantica: la Commissione democrazia e sicurezza, la sottocommissione sui partenariati e il Gruppo speciale Mediterraneo e Medio Oriente.

La sfida dell’Africa: scontro o confronto?

Nel suo intervento, il Presidente Schifani ha messo in luce i dati cruciali del continente africano, destinato a superare a breve i due miliardi di abitanti, con l’età media più bassa e il più alto livello di povertà.

Al contempo, l’Africa detiene il 50% delle risorse minerarie mondiali, il 50% delle terre coltivabili e il 60% delle acque potabili.

«Questi dati possono condurre ad uno scontro dalle conseguenze devastanti, o piuttosto, indurre ad un confronto intelligente e lungimirante» ha osservato Schifani.

Il Governatore ha quindi richiamato la capacità innata della Sicilia «di suscitare la convivenza pacifica tra le diversità, di saper compendiare culture, tradizioni e religioni», sottolineando la necessità di un approccio positivo alle trasformazioni in atto.

Stabilità del “Mediterraneo allargato” e il ruolo della Nato

La situazione geopolitica attuale, specialmente dopo gli eventi dell’ultimo anno, rende la cooperazione ancora più vitale.

«Come sottolineano le analisi più recenti, la spirale di violenza innescata a partire dalla strage del 7 ottobre 2023, ha confermato le previsioni sulla crescente instabilità che, già da tempo, colpisce l’area del “Mediterraneo allargato”. L’assenza di una politica comune europea in materia di difesa e sicurezza rende ancora più urgente il rafforzamento della cooperazione attraverso organismi come la Nato e il rilancio di iniziative bilaterali e multilaterali nel Mediterraneo».

Il Piano Mattei e la Sicilia come hub energetico e digitale

Il presidente ha quindi illustrato l’impegno concreto della Regione Siciliana a supporto del cosiddetto “Piano Mattei” e nella cooperazione euromediterranea. Schifani ha riaffermato il ruolo dell’Isola come piattaforma-snodo centrale per l’innovazione digitale ed energetica nel Mediterraneo.

«Ha fatto la scelta giusta il nostro Paese varando il Piano Mattei, il cui obiettivo è il posizionamento dell’Italia, a partire proprio dalla Sicilia, come ponte tra l’Unione Europea e l’Africa, facilitando il dialogo e la cooperazione tra i due continenti. L’Italia e con essa la Sicilia possono svolgere un ruolo cruciale, scegliendo un approccio equilibrato ed incentrato sulla cooperazione reciproca, assumendo così una funzione importante non solo a livello bilaterale, ma anche nella dimensione europea e della stessa Nato».

«Dalla giustizia di ciascuno nasce la pace di tutti», ha concluso Schifani citando San Giovanni Paolo II, ribadendo la necessità di un approccio fondato su valori condivisi e progresso civile ed economico.

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