Dal richiamo ai cittadini al 73,01% di differenziata: la consigliera comunale presenta accesso agli atti per verificare i numeri
A Priolo Gargallo il tema della raccolta differenziata torna al centro del dibattito pubblico dopo l’iniziativa della consigliera comunale Patrizia Arangio, che ha presentato una richiesta formale di accesso agli atti per fare piena chiarezza sui dati relativi al mese di dicembre.
Nel comunicato diffuso, Arangio ricostruisce una sequenza di eventi concentrati in un arco temporale ristretto. Nei primi giorni del mese, i cittadini erano stati pubblicamente richiamati come indisciplinati, con annunci di sanzioni, controlli, fotografie e multe per comportamenti ritenuti scorretti. In quel contesto, l’Amministrazione comunale aveva parlato apertamente di una situazione critica nella gestione dei rifiuti e si era resa necessaria anche una raccolta straordinaria dell’indifferenziato, indicata come segnale di difficoltà operative.
A distanza di poche settimane, il quadro descritto appare diverso. Il mese di dicembre si è chiuso infatti con una percentuale di raccolta differenziata pari al 73,01%, dato definito importante e attribuito al senso civico dei cittadini.
«È legittimo chiedersi – dichiara Arangio – come si sia potuti passare, in un arco di tempo così ristretto, da una comunità descritta come indisciplinata e sanzionata a un risultato che supera ampiamente le soglie minime previste. Dobbiamo gridare al miracolo o, più semplicemente, verificare nel dettaglio i dati?».
Nel comunicato la consigliera sottolinea che l’iniziativa non è rivolta a mettere in discussione l’impegno dei cittadini, ma a verificare la correttezza delle informazioni diffuse. «Non si tratta di mettere in discussione l’impegno dei cittadini – dichiara Arangio – ma di accertare la correttezza e la coerenza dei dati comunicati. La percentuale di raccolta differenziata non è un numero neutro: da essa dipendono premialità economiche, riduzioni tariffarie, valutazioni degli enti sovraordinati e, più in generale, la credibilità dell’azione amministrativa».
Secondo quanto riportato nella nota, l’accesso agli atti servirà a chiarire se il dato del 73,01% sia supportato da conteggi puntuali e verificabili. «Se il 73% è reale, va certificato con trasparenza; se invece è frutto di conteggi che non restituiscono fedelmente quanto accaduto sul territorio, allora si rischia di costruire premialità artefatte su basi fragili – conclude la consigliera –. La verità dei numeri è un dovere verso i cittadini».








