Aggiornato al 10/05/2026 - 23:34
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INDA 2026

“Duemila studenti in scena con Eschilo e Sofocle”: Valensise racconta il Festival di Palazzolo Acreide

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Marina Valensise illustra la portata del Festival Internazionale del Teatro Classico dei Giovani: 100 istituti da tutta Italia e dalle capitali europee, spettacoli ogni ora, adattamenti curati dagli stessi ragazzi

PALAZZOLO ACREIDE — Cento istituti scolastici, duemila studenti provenienti da tutta Italia e dai licei italiani nelle principali capitali europee. È partita da Palazzolo Acreide la nuova edizione del Festival Internazionale del Teatro Classico dei Giovani, uno degli appuntamenti più significativi dedicati alla formazione culturale e teatrale delle nuove generazioni.

Per tre settimane il teatro classico tornerà a vivere attraverso gli occhi e la creatività degli studenti, protagonisti assoluti di spettacoli ispirati ai grandi drammaturghi dell’antichità. Un progetto storico promosso dall’INDA che trasforma il teatro in un’esperienza educativa e identitaria.

A raccontare il valore del festival è stata Marina Valensise, che ha sottolineato il coinvolgimento diretto dei ragazzi in ogni fase della produzione teatrale.

«Abbiamo avuto cento istituti da tutta Italia e dai licei italiani all’estero nelle principali capitali europee — ha spiegato —. Sono circa duemila studenti che mettono in scena i testi dei drammaturghi classici con il loro allestimento. Sono loro che fanno l’adattamento, i costumi, disegnano le scene e creano le musiche».

Un laboratorio artistico completo che va ben oltre la semplice recitazione. Gli studenti reinterpretano Eschilo, Sofocle, Euripide, Aristofane ma anche Seneca e Plauto, confrontandosi direttamente con i grandi testi della classicità.

«Recitare i versi dei grandi drammaturghi ateniesi tra i 15 e i 18 anni — ha aggiunto Valensise — è un’esperienza che ti resta per la vita».

Tra i momenti più suggestivi dell’apertura del festival, la partecipazione degli studenti del liceo di Corinto, che hanno presentato un adattamento dell’undicesimo canto dell’Odissea dedicato alla discesa agli inferi di Ulisse, recitato in greco moderno.

«È stata una grande emozione — ha raccontato il consigliere delegato dell’INDA —. Pur essendo in greco moderno, tutti abbiamo potuto seguirlo grazie alla forza universale del testo di Omero».

Gli spettacoli si alterneranno ogni ora, secondo il format consolidato del festival, con rappresentazioni della durata di circa sessanta minuti che permetteranno alle numerose scuole partecipanti di esibirsi nel corso della manifestazione.

Il Festival del Teatro Classico dei Giovani si conferma così un ponte culturale tra Sicilia ed Europa, un’esperienza collettiva in cui il patrimonio classico diventa strumento di dialogo, crescita e formazione civile. Un luogo dove il teatro antico continua a parlare il linguaggio delle nuove generazioni.

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