Il consigliere di FdI: “La cosa più grave e assurda è il silenzio del Sindaco dinanzi alla perpetrazione di un grave reato ambientale consumato su un’area del Comune”
Torna prepotentemente al centro del dibattito politico cittadino la vicenda della maxi discarica abusiva rinvenuta all’interno di un’area comunale con accesso da via Elorina, proprio a ridosso degli uffici della Protezione Civile e della Mobilità. A riaccendere i riflettori sul caso è il consigliere comunale Paolo Cavallaro, che nei mesi scorsi aveva materialmente scoperto e denunciato lo scempio ambientale.
All’interno del sito, come noto, erano stati stoccati illecitamente ingenti quantitativi di rifiuti eterogenei: materiale scenografico, spazzatura urbana, ingombranti e pericolosi residui edili.
Dopo la denuncia formale e l’intervento della Polizia Ambientale (che ha relazionato alla Procura della Repubblica di Siracusa), il 28 aprile scorso Cavallaro aveva interrogato in aula l’Amministrazione. L’Assessore competente, Enzo Aloschi, aveva confermato il dissequestro dell’area da parte della magistratura e la volontà dell’Ente di procedere alla bonifica.
Rassicurazioni che, però, non convincono del tutto il consigliere d’opposizione:
“Credo che non sia stata adeguatamente percepita la gravità di quanto accaduto – attacca Cavallaro –. Un’area comunale è stata ricoperta di rifiuti, probabilmente da molto tempo, a pochi metri da uffici pubblici. Chi aveva la custodia dell’area? Chi deteneva le chiavi di accesso? Chi aveva il dovere di vigilare?”.
La preoccupazione principale del consigliere riguarda l’impatto economico che questa vicenda potrebbe avere sulle casse comunali e, di riflesso, sui contribuenti siracusani.
Cavallaro pone interrogativi precisi alla Giunta:
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Chi pagherà i costi della bonifica? Saranno ancora una volta i cittadini o si intende procedere in danno dei reali responsabili?
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L’Amministrazione ha previsto le necessarie variazioni di bilancio?
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Quale destinazione d’uso verrà data all’area una volta ripulita?
“La cosa più grave e assurda – aggiunge il consigliere – è il silenzio del Sindaco dinanzi alla perpetrazione di un grave reato ambientale consumato su un’area del Comune”.
Cavallaro non si accontenta delle dichiarazioni d’intenti rese in Consiglio Comunale. Chiede a gran voce atti amministrativi formali e ribadisce la necessità di istituire una commissione interna d’indagine per capire “come sia stato possibile che un’area comunale venisse trasformata nel tempo in un’enorme discarica a cielo aperto, nel silenzio generale”.
“Non vorrei che una vicenda di tale gravità venisse archiviata senza un pieno accertamento delle responsabilità – conclude Cavallaro –. Confido che la magistratura faccia piena luce, ma i cittadini aspettano risposte chiare e non vogliono sentirsi dire che dovranno pagare per danni causati da altri. Su questo scempio non possono esserci silenzi, omissioni o scaricabarile”.











