L’Usmaf rassicura: «Semplice focolaio epidemico». Restano attivi i monitoraggi standard su navi e aerei senza misure restrittive aggiuntive
Nonostante l’attenzione mediatica internazionale sulle recenti segnalazioni legate all’Hantavirus, la situazione in Sicilia resta sotto controllo e non ha richiesto, al momento, l’attivazione di protocolli sanitari d’emergenza. Negli aeroporti di Palermo e Catania, così come nelle principali autorità portuali dell’Isola (Sicilia Occidentale, Orientale e Stretto), non sono state predisposte iniziative specifiche né sono giunte indicazioni restrittive dai vertici sanitari.
A fare chiarezza sul Giornale di Sicilia è Claudio Pulvirenti, direttore dell’Ufficio di sanità marittima, aerea e di frontiera (Usmaf) per la Sicilia e la Calabria. Secondo Pulvirenti, l’attuale diffusione del virus non giustifica misure straordinarie:
«Si tratta di un semplice focolaio epidemico, tant’è che non sono scattati speciali protocolli di controllo nei porti, visto che è proprio l’Usmaf che effettua le procedure previste».
Il direttore ha poi spiegato che la macchina della prevenzione non è ferma, ma prosegue attraverso i canali ordinari di vigilanza: «Noi effettuiamo i monitoraggi grazie al lavoro dei comandanti delle navi, che sono i nostri principali collaboratori».
In assenza di un’emergenza conclamata, la sorveglianza sanitaria in porti e aeroporti si affida a un sistema collaudato:
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Collaborazione con i vettori: I comandanti delle navi e i piloti degli aerei hanno l’obbligo di segnalare eventuali passeggeri con sintomi sospetti prima dello sbarco.
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Monitoraggio costante: L’Usmaf coordina le attività di frontiera per intercettare potenziali rischi senza bloccare i flussi commerciali e turistici.
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Assenza di restrizioni: Al momento non sono previsti controlli della temperatura o test obbligatori per chi arriva in Sicilia.
Cos’è l’Hantavirus?
L’Hantavirus è una famiglia di virus trasmessi principalmente dai roditori. Il contagio umano avviene solitamente attraverso l’inalazione di aerosol provenienti da escrementi, urina o saliva di animali infetti. Sebbene possa causare patologie gravi (come la sindrome polmonare o la febbre emorragica con sindrome renale), la sua trasmissione da uomo a uomo è estremamente rara, motivo per cui le autorità tendono a considerare i focolai come eventi localizzati e gestibili senza misure di massa.











