Aggiornato al 12/05/2026 - 18:24
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Inclusione

Disabilità psichica e lavoro, Auteri: “Un passo avanti concreto verso la vera equità”

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Approvato l’emendamento, Auteri: “Parlare di inclusione ha senso solo se si traduce in norme concrete, strumenti adeguati e opportunità vere”

Arriva il via libera alla norma che introduce novità rilevanti e strutturali sul fronte dell’inserimento lavorativo delle persone con disabilità psichica.

A esprimere grande soddisfazione è il deputato regionale Carlo Auteri, tra i principali sostenitori dell’emendamento approvato in Aula, che definisce la misura un passo fondamentale per abbattere le disuguaglianze nel mondo del lavoro.

La norma interviene per sanare una forte discrepanza applicativa della ben nota Legge 68, che tutela l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità ma che, fino a oggi, penalizzava pesantemente le disabilità di natura psichica.

Nei pubblici impieghi, infatti, questi soggetti restavano di fatto esclusi dalle assunzioni, mentre nel settore privato l’inserimento poteva avvenire esclusivamente attraverso la complessa procedura della “chiamata nominativa” da parte del datore di lavoro.

“Una differenza non più sostenibile – dichiara Auteri – che creava un vuoto grave sul piano dei diritti e delle opportunità. Oggi viene compiuto un passo avanti importante verso una maggiore equità nei diritti nel mondo del lavoro”.

Con la modifica appena approvata, il quadro cambia radicalmente attraverso due strumenti operativi fondamentali:

  • Quote nei bandi pubblici: Si stabilisce per legge che una quota specifica di posti sia riservata e inserita nei concorsi e nei bandi della Pubblica Amministrazione.

  • Il Tutor di accompagnamento (Job Coach): Viene istituita questa nuova figura professionale che avrà il compito vitale di affiancare sia il candidato sia il datore di lavoro durante tutto il percorso di inserimento.

“È un passaggio fondamentale – sottolinea il deputato regionale –, perché non basta aprire una porta: bisogna creare le condizioni reali affinché quell’inserimento sia sostenibile, efficace e dignitoso”.

Per il parlamentare, questa misura è anche il frutto dell’ascolto attivo delle realtà produttive locali che si misurano quotidianamente con le sfide dell’inclusione.

“Questa discrepanza è emersa con forza anche grazie al confronto diretto con alcune aziende del territorio che seguo da vicino – aggiunge Auteri –. Realtà che si scontravano con i limiti di un sistema che non garantiva gli stessi strumenti e le stesse possibilità. Per questo desidero ringraziare in modo particolare Giacomo e Angelica della S.T.e.s.s.i., che si sono dimostrati particolarmente attivi e sensibili su questo tema”.

“Parlare di inclusione ha senso solo se si traduce in norme concrete, strumenti adeguati e opportunità vere – conclude l’esponente politico –. Oggi è stato fatto un passo nella giusta direzione: riconoscere che anche sul lavoro la dignità delle persone passa dall’abbattimento delle disuguaglianze e dalla costruzione di percorsi realmente accessibili”.

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