Aggiornato al 13/05/2026 - 13:16
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Siracusa: Marevivo e Arca Fondi recuperano una rete fantasma al Plemmirio

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L’intervento subacqueo ha liberato i fondali di pregio situati tra Ortigia e Ognina da una grave minaccia per l’ecosistema, salvaguardando il coralligeno e la Posidonia oceanica

Un dato allarmante fa da sfondo a questa operazione: l’86,5% dei rifiuti trovati in mare è connesso ad attività di pesca. Reti, cime, nasse e cordame abbandonati si depositano sui fondali o fluttuano in superficie, destinati a non degradarsi mai. Rimuoverli è vitale per la sopravvivenza dei nostri mari.

È partendo da questa prospettiva che si è consolidata la collaborazione tra Marevivo e Arca Fondi SGR, con una prima grande attività di tutela ambientale svoltasi l’11 e il 12 maggio a ridosso dell’Area Marina Protetta del Plemmirio, in sinergia con la Banca Agricola Popolare di Sicilia (BAPS).

L’intervento subacqueo ha permesso di rimuovere dai fondali una rete fantasma di oltre 3.000 metri, insieme a diversi attrezzi da pesca, da una zona di inestimabile valore storico e naturalistico situata tra Ortigia e Ognina.

La delicata operazione è stata condotta dai subacquei specializzati della squadra di Marevivo e del Centro Diving Capo Murro, che aveva precedentemente localizzato l’attrezzo durante un’immersione. La rete si era depositata a una profondità di 30-40 metri, minacciando un fondale popolato da coralligeno e Posidonia oceanica. Per garantire la massima sicurezza, i sub hanno utilizzato i “rebreather”, speciali sistemi di immersione che consentono lunghe permanenze ad elevate profondità.

L’operazione unisce operatività sul campo e responsabilità sociale, come sottolineato dai protagonisti dell’iniziativa:

“Le reti fantasma provocano danni inestimabili all’ecosistema marino intrappolando pesci e soffocando la flora in modo costante e duraturo – spiega Massimiliano Falleri, Responsabile Divisione Subacquea Marevivo –. Attraverso interventi strutturati è possibile generare un impatto positivo sull’ambiente e contribuire alla tutela di un tratto di mare incantevole come quello del Plemmirio”.

“Il recupero della rete fantasma rappresenta un’azione concreta per la salvaguardia di un ecosistema vulnerabile e prezioso – dichiara Simone Bini Smaghi, Vice Direttore Generale Arca Fondi SGR –. Questo intervento testimonia il nostro impegno costante nella promozione di una cultura della sostenibilità che generi valore per tutto il territorio”.

“Tutelare l’ecosistema marino non è solo un atto di responsabilità sociale, ma un dovere verso il territorio – aggiunge Saverio Continella, Amministratore Delegato di BAPS –. Significa contribuire attivamente a preservare un patrimonio naturale di inestimabile valore a beneficio della comunità locale e delle generazioni future”.

Alle operazioni in loco hanno preso parte anche Patrizia Maiorca, Presidente dell’AMP Plemmirio, e il Dott. Pierluigi Incastrone, Dirigente dell’Autorità Portuale.

L’attività ha visto una vasta rete di collaborazione istituzionale. È stata infatti resa possibile grazie al supporto di:

  • Comando generale del Corpo delle Capitanerie di porto e Guardia Costiera di Siracusa

  • Comune di Siracusa

  • Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Orientale

  • Area Marina Protetta del Plemmirio

  • Capo Murro Diving Center

  • Patti Ambiente Srl (per il corretto smaltimento della rete recuperata)

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