Aggiornato al 13/05/2026 - 18:23
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Isab, Cannata: “Con Ludoil asset strategico torna sotto guida italiana, ora investimenti e occupazione”

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Il parlamentare di FdI: “Bisogna consolidare il ruolo della Sicilia come hub energetico del Mediterraneo”

“Il ritorno sotto una guida italiana del più grande complesso di raffinazione nazionale rappresenta un risultato importante che arriva al termine di un percorso delicato sul quale il nostro Governo Meloni con il ministro Urso ha lavorato con grande attenzione sin dall’inizio della crisi ISAB. In questi anni l’esecutivo ha dimostrato di voler difendere un asset strategico nazionale, tutelando produzione, occupazione e sicurezza energetica”. Il vicepresidente della commissione bilancio deputato nazionale di Fratelli d’Italia, Luca Cannata, interviene sull’operazione annunciata da Ludoil per l’acquisizione della raffineria ISAB di Priolo, definendola “un passaggio strategico per il futuro energetico e industriale del territorio siracusano e dell’intero Paese”. Per il parlamentare di Fratelli d’Italia, l’operazione conferma la centralità del polo siracusano nelle politiche energetiche europee e mediterranee.
“L’annuncio degli investimenti su bioenergie avanzate, HVO, SAF e nuovi processi legati alla transizione energetica dimostra che esiste una visione industriale di medio-lungo periodo”. Cannata sottolinea anche il ruolo svolto dal Governo nazionale attraverso gli strumenti di controllo strategico: “La Golden Power introdotta e rafforzata dal Governo è stata fondamentale per garantire il controllo pubblico sulle infrastrutture considerate strategiche. Continueremo a vigilare affinché ISAB resti centrale per l’interesse nazionale, per la sicurezza degli approvvigionamenti e per la tutela dei lavoratori”.
Infine il deputato evidenzia l’importanza occupazionale dell’operazione. “La salvaguardia dei livelli occupazionali diretti e dell’indotto era e resta una priorità assoluta – conclude Cannata – Il polo industriale siracusano rappresenta un patrimonio di competenze costruito in decenni di lavoro e specializzazione. Adesso bisogna accompagnare questa nuova fase con investimenti, innovazione tecnologica e sostenibilità, consolidando il ruolo della Sicilia come hub energetico del Mediterraneo”.

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