Da lunedì la prestigiosa specializzazione che richiama esperti da tutto il mondo. Tra i temi trattati: crimini contro l’umanità, diritti delle vittime e uso della tecnologia nei processi internazionali
Il Siracusa International Institute for Criminal Justice and Human Rights annuncia la cerimonia di apertura del 25th Specialization Course in International Criminal Law for Young Penalists, in programma lunedì alle ore 9:30.
«L’evento inaugurale – si legge nella nota di invito – si aprirà con i saluti istituzionali del Professor William Schabas, del Sindaco di Siracusa Francesco Italia e del Presidente dell’Istituto, Jean-François Thony».
Quello che si rinnova a Siracusa è un appuntamento di altissimo spessore accademico e istituzionale, che poggia su basi solide e storiche. «Fondato nel 1972, il Siracusa Institute è una fondazione internazionale senza scopo di lucro dedicata allo studio, alla ricerca e alla formazione nel campo della giustizia penale internazionale e dei diritti umani», ricordano i promotori.
L’obiettivo principale dell’ente è promuovere lo sviluppo dello stato di diritto nei sistemi giuridici penali a livello globale, «contribuendo così in modo concreto alla pace e alla sicurezza internazionali».
Dal 2001, l’Istituto organizza annualmente questo rinomato Corso di Specializzazione. L’iniziativa viene portata avanti in collaborazione con l’Irish Centre for Human Rights (National University of Ireland Galway), il Department of Law della Middlesex University (UK) e con il prezioso sostegno dell’International Association of Penal Law (AIDP). «Il corso è diretto e coordinato dal Professor William A. Schabas della Middlesex University – precisa la nota dell’Istituto – il quale ne garantisce l’elevato profilo accademico».
L’edizione di quest’anno riunisce giovani professionisti provenienti da tutto il mondo: tra loro neolaureati, praticanti, accademici e studenti impegnati in carriere di altissimo livello. Ampio e strettamente attuale il ventaglio delle materie di studio: dal progetto di Convenzione sui crimini contro l’umanità, ai diritti delle vittime nei procedimenti davanti alle corti internazionali, fino all’uso della tecnologia nel diritto penale. Grande attenzione sarà inoltre rivolta alla giustizia di transizione e al tema delle sparizioni forzate.
Il prestigioso panel dei relatori
A impreziosire le giornate di studio sarà un parterre di docenti e magistrati di calibro internazionale. Tra i relatori di questa edizione, l’organizzazione segnala:
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Dott.ssa Francesca Albanese, Relatrice Speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi occupati;
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Dott.ssa Amélie Becquart, magistrato francese e consulente legale per la cooperazione (Unità Affari Esteri, Ufficio del Procuratore);
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Prof.ssa Olympia Bekou, professoressa di diritto internazionale pubblico e direttrice della School of Law alla University of Nottingham (Regno Unito);
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Giudice Margaret deGuzman, giudice presso il Meccanismo Residuale Internazionale per i Tribunali Penali (IRMCT);
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Dott.ssa Alessandra De Tommaso, senior lecturer in diritto e responsabile del programma LLM alla Middlesex University (Londra);
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Prof.ssa Marina Eudes, professoressa di diritto pubblico presso l’Université Paris Nanterre;
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Dott.ssa Shoshana Levy, assistente specializzata nell’unità crimini contro l’umanità e crimini di guerra della Procura nazionale antiterrorismo (Parigi);
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Prof.ssa Yvonne McDermott Rees, professoressa di diritto presso la Queen’s University Belfast;
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Prof.ssa Leila Sadat, già Special Adviser on Crimes Against Humanity presso l’Ufficio del Procuratore della Corte Penale Internazionale;
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Prof.ssa Reina Sfeir, direttrice della Human Rights Legal Clinic presso la La Sagesse University di Beirut ed esperta di giustizia di transizione;
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Prof.ssa Sharon Weill, professoressa associata di diritto internazionale presso l’American University of Paris.







