Aggiornato al 01/07/2026 - 12:59
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Impugnazione

Parco degli Iblei, asse Auteri-Gennuso con Schifani: “Lavoriamo al ricorso al CGA contro il ministero”

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I deputati di maggioranza pronti a far bloccare l’iter: “Non siamo contrari al Parco, ma servono una nuova perimetrazione e un coinvolgimento autentico di sindaci e imprese”

La nascita del Parco degli Iblei si arricchisce di un nuovo capitolo giudiziario: i deputati regionali Carlo Auteri e Riccardo Gennuso hanno ufficializzato l’avvio delle procedure tecniche per presentare un ricorso straordinario dinanzi al CGA (Consiglio di Giustizia Amministrativa), puntando a impugnare la recente sentenza del Tar che aveva dato il via libera all’istituzione dell’ente.

La decisione è maturata al termine di un vertice d’urgenza a Palazzo d’Orléans con il presidente della Regione, Renato Schifani. Durante il colloquio, i parlamentari hanno esposto al Governatore una fitta serie di anomalie documentali e “buchi neri” procedurali che inficierebbero la regolarità dell’intero iter amministrativo finora trasmesso a Roma, trovando la piena condivisione del presidente in merito alla necessità di congelare l’operazione.

A detta dei due esponenti politici, l’esame degli atti formali ha portato alla luce una persistente mancanza di chiarezza nei passaggi chiave tra gli enti locali e il Ministero dell’Ambiente. Una gestione definita “superficiale” che avrebbe bypassato i canali istituzionali ordinari.

L’analisi dei faldoni mette in evidenza tre criticità macroscopiche:

  • Comunicazioni non autorizzate: è emersa una nota ufficiale del Dipartimento Territorio e Ambiente inoltrata a Roma ai tempi della gestione dell’ex assessore Elena Pagana, della quale però non risultavano informati né l’assessore subentrante né il direttore generale;

  • Verbali discordanti a Ragusa: nel corso del 2023 sono state rilevate evidenti incongruenze tra le relazioni trasmesse dal Libero Consorzio di Ragusa e le reali dichiarazioni depositate dai sindaci della provincia iblea;

  • Relazione di Siracusa sparita: la relazione tecnica predisposta dall’allora commissario straordinario del Libero Consorzio di Siracusa non risulterebbe mai allegata alle note informative inviate ai funzionari ministeriali. Una carenza istruttoria ritenuta decisiva per invalidare l’iter.

Accanto ai vizi di forma formali, Auteri e Gennuso hanno sollevato una questione di merito strutturale che investe direttamente le condizioni igienico-sanitarie di diversi centri urbani inseriti nella mappa del futuro Parco degli Iblei. I deputati hanno denunciato a Schifani il paradosso di voler istituire un’area a massima tutela naturalistica in territori dove i Comuni presentano gravi deficit strutturali.

Nello specifico, in molte delle aree ricomprese nel perimetro protetto mancano ancora impianti di depurazione efficienti e si registra la presenza di scarichi abusivi a valle che sversano nei canali fluviali. Elementi che, per legge, fanno mancare i presupposti ambientali minimi richiesti dal Ministero per la nascita di una riserva nazionale e che verranno inseriti nel dossier di opposizione.

Considerati i tempi strettissimi imposti dalle scadenze di legge, gli uffici legali della Regione e i consulenti dei parlamentari inizieranno già nelle prossime ore la stesura della relazione dettagliata che accompagnerà l’atto di impugnazione davanti al Consiglio di Giustizia Amministrativa.

“Non siamo contrari all’istituzione del Parco degli Iblei, ma un provvedimento che incide sul futuro della nostra terra va costruito nel rispetto della legge e con un reale coinvolgimento delle comunità – hanno concluso i deputati regionali Auteri e Gennuso –. Il procedimento va rivisto con una nuova perimetrazione e un coinvolgimento autentico, non formale, di imprese, portatori di interesse e sindaci. Solo così coniugheremo la tutela dell’ambiente con lo sviluppo economico e le attività produttive del territorio”.

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