Il Presidente del Libero Consorzio raccoglie la proposta della collega Schembari: “Il Parco, così come oggi prospettato, presenta aspetti non accettabili e richiede una revisione sostanziale”
Il Presidente del Libero Consorzio Comunale di Siracusa, Michelangelo Giansiracusa, ha accolto positivamente la proposta avanzata dalla Presidente del Libero Consorzio Comunale di Ragusa, Maria Rita Schembari, volta a costruire un percorso unitario tra i territori coinvolti dall’istituzione del Parco Nazionale degli Iblei.
L’intesa tra i due enti di area vasta punta a superare le storiche frammentazioni per gestire in modo sinergico una delle riserve naturali e antropiche più importanti della Sicilia meridionale.
La strategia sposa la linea della concertazione che la governance siracusana aveva già tracciato, invocando una nuova fase di confronto basata sull’ascolto dei territori e sull’approfondimento tecnico di nodi cruciali quali la perimetrazione, la zonizzazione e l’impatto reale sulle attività agricole e zootecniche del comprensorio.
“Accogliamo con favore la volontà di costruire un percorso comune con i territori di Ragusa e Catania – ha spiegato il Presidente Michelangelo Giansiracusa –. Gli Iblei rappresentano un sistema territoriale unitario dal punto di vista ambientale, paesaggistico, agricolo, culturale ed economico e riteniamo necessario che le istituzioni interessate costruiscano una posizione condivisa”.
Nonostante l’apertura al dialogo, il vertice di Palazzo del Governo ha rimarcato la necessità di apportare profonde modifiche all’attuale impianto normativo e geografico del vincolo naturalistico. La linea dei sindaci resta ferma: affrontare il dossier senza pregiudizi ideologici, ma pretendendo che il progetto sia calato nel tessuto economico ed eviti di paralizzare i comparti produttivi.
Per passare dalle intenzioni ai fatti, Giansiracusa ha promosso un primo tavolo di lavoro operativo per lunedì 13 luglio, alle ore 10:30, presso l’Urban Center di Siracusa. L’incontro intende gettare le basi per una cabina di regia autorevole in grado di contrattare le modifiche direttamente con l’Assessorato regionale al Territorio e con il Ministero dell’Ambiente.
Il tavolo seguirà un metodo pragmatico per macro-aree di interesse:
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Confronto organizzato: i portatori di interesse omogenei formuleranno proposte di sintesi già durante la prima sessione;
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Mappa delle criticità: saranno messi a verbale i punti di convergenza e i nodi stringenti sollevati dalle categorie;
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Coinvolgimento di massa: il percorso integrerà i Comuni della provincia, la deputazione regionale e nazionale, i sindacati, le associazioni ambientaliste, gli ordini professionali e il mondo universitario.







