Aggiornato al 13/07/2026 - 13:05
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Polizia Siracusa, il Silp Cgil sui 46 nuovi agenti: “Si misurino con la realtà, serve sicurezza integrata”

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Il segretario Raffaele Zappalà dopo il vertice di Noto: “I flussi turistici triplicano la pressione sul territorio. La legalità non si fa a costo zero”

In merito alle recenti notizie riguardanti l’assegnazione di 46 nuovi operatori della Polizia di Stato nella provincia di Siracusa, interviene il Segretario Generale Provinciale del SILP CGIL, Raffaele Zappalà. Il leader sindacale offre una lettura tecnica e pragmatica della situazione, radicata nelle reali dinamiche operative emerse nel corso del recente vertice sulla sicurezza tenutosi a Noto.

«Non ci interessa alimentare polemiche politiche né fare passerelle mediatiche – dichiara il segretario, Raffaele Zappalà –. Il nostro ruolo come sindacato è guardare ‘oltre la cartolina’ dello straordinario sviluppo della nostra provincia e mettere al centro le esigenze di chi sta sulla strada. Proprio pochi giorni fa a Palazzo Nicolaci, insieme al Prefetto, al Questore, alla Procuratrice della Repubblica e ai nostri vertici nazionali e regionali, abbiamo sviscerato la realtà di un territorio che è radicalmente cambiato. È alla luce di questa complessità che vanno valutati i nuovi arrivi».

Zappalà evidenzia come l’assegnazione di 46 unità in provincia (ripartite tra la Questura centrale, l’Ufficio Immigrazione e i vari Commissariati distaccati) sia una boccata d’ossigeno che il sindacato accoglie con favore, ma che deve fare i conti con carichi di lavoro straordinari e con il fisiologico turn-over pensionistico che assorbe gran parte dei flussi in ingresso.

Le dinamiche della provincia aretusea sono uniche nel panorama siciliano. Il sindacato mette in luce la pressione demografica stagionale: si registrano centri urbani che passano in poche settimane da 24.000 residenti residenti a picchi di oltre 70.000 presenze contemporanee, un fattore che triplica la pressione su controllo del territorio, ordine pubblico e sicurezza stradale. A questo quadro complesso si aggiunge la costante gestione degli eventi migratori, un’attività che drena da 15 a 30 unità per singolo turno dalle ordinarie attività di controllo.

Durante l’incontro a Palazzo Nicolaci è emersa anche la condivisibile preoccupazione espressa dalla Procura della Repubblica sulla necessità di fare rete per non disperdere la memoria storica e investigativa del territorio.

«La sicurezza integrata non si può fare a costo zero – conclude il Segretario Generale Provinciale del SILP CGIL –. Accogliamo i nuovi colleghi a braccia aperte, ma rilanciamo il messaggio unitario uscito dal nostro convegno: la legalità è un investimento indispensabile per tutelare sia i cittadini che gli operatori. Continueremo a chiedere alla politica e alle istituzioni risposte strutturali e tutele reali per le donne e gli uomini in divisa, affinché lo Stato difenda concretamente chi garantisce la legalità ogni giorno sul campo».

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