La capogruppo pentastellata in commissione Ambiente alla Camera contesta il rinnovo del Consiglio superiore dei lavori pubblici, denunciando la presenza di esperti legati alla società Stretto di Messina
Nuovo scontro politico sul Ponte sullo Stretto di Messina. A puntare il dito contro il ministro Matteo Salvini è la capogruppo del Movimento 5 Stelle in commissione Ambiente alla Camera, Daniela Morfino, che accusa l’esecutivo di aver operato un rinnovo mirato del Consiglio superiore dei lavori pubblici per agevolare l’iter dell’opera.
Secondo la parlamentare, tra i nuovi componenti dell’organo tecnico figurerebbero esperti legati alla società Stretto di Messina e a comitati favorevoli alla realizzazione del ponte, una scelta che a suo giudizio comprometterebbe l’indipendenza dei controlli sul progetto.
«I magheggi del ministro Salvini per blindare l’iter del Ponte sullo Stretto sono sfrontate e inaccettabili», ha dichiarato Morfino in una nota. «Rinnovare a sorpresa il Consiglio superiore dei lavori pubblici inserendovi esperti legati alla società Stretto di Messina e a comitati favorevoli all’opera è un blitz che mina la terzietà dei controlli».
La capogruppo pentastellata ha tracciato un parallelo con quanto avvenuto in passato sulla Commissione VIA, sostenendo che il governo ricorrerebbe a modifiche degli organi tecnici pur di ottenere il via libera a un progetto dal valore complessivo di 14,5 miliardi di euro.
Morfino ha inoltre criticato le priorità dell’esecutivo, contrapponendo l’investimento sul ponte alle difficoltà economiche delle famiglie italiane. «Mentre le famiglie fanno i salti mortali per fare un pieno di benzina o per prenotare un esame medico, il governo Meloni dilapida risorse immense per una cattedrale nel deserto priva di reali garanzie ambientali e di sicurezza, per di più al centro di ombre giudiziarie», ha aggiunto.
La parlamentare ha infine chiesto un chiarimento immediato in Parlamento sulla vicenda, sostenendo che le istituzioni non debbano trasformarsi in strumenti di parte. «Pretendiamo chiarezza immediata in Aula su questo palese conflitto di interessi. Le istituzioni non sono un comitato elettorale», ha concluso Morfino.







