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in sella tra i cittadini

Ad Avola, passeggiando in bicicletta… per la quarta edizione di “Cultura, Sport, Mare”

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La sindaca Rossana Cannata pedala insieme ai cittadini per le vie del centro. L’ideatore Tony Giunta: “Avola ha una naturale vocazione al ciclismo”

La bicicletta impone un’andatura tutta sua, senza bisogno di dirlo: quella di chi non ha fretta di arrivare, perché il punto è il tragitto stesso, non la meta. Un passo lento, quasi domenicale, che ieri sera ha preso possesso di Avola: in tanti — famiglie, ragazzi, bambini — si sono ritrovati in Piazza Umberto I per la quarta edizione della passeggiata in bicicletta, con una partecipazione che ha superato le attese.

Tra i pedali, in prima linea, anche la sindaca Rossana Cannata, che ha scelto di attraversare la città non dal palco ma dalla sella, insieme ai concittadini. Uno sguardo che, per una sera, ha potuto misurare dal basso — e non da un discorso ufficiale — quanto la città avesse risposto: centinaia di persone in movimento lungo le vie del centro.

L’iniziativa, promossa dall’associazione L’Avolese insieme all’Amministrazione comunale, non è un episodio isolato ma la continuazione di un percorso — letteralmente e non — che negli anni ha saputo aggregare attorno alla bicicletta un pubblico trasversale e in crescita costante. A ideare il progetto, fin dalla fondazione de L’Avolese, è Tony Giunta, oggi anche consigliere comunale ad Avola, che nell’evento tiene insieme senza contraddizioni il ruolo di promotore associativo e quello istituzionale.

Quest’anno la novità sta nel numero di realtà coinvolte: Avola Bike, SCL, NOI e Scrupoli Bike hanno affiancato l’organizzazione, portando ciascuna il proprio contributo alla riuscita dell’evento. Non semplici gruppi di appassionati della domenica: SCL, ad esempio, è la sigla della Star Cycling Lab, squadra ciclistica con un proprio settore giovanile e agonistico, abituata a portare atleti in gara nelle categorie regionali. Un dettaglio che dice molto sul livello a cui si è alzata l’iniziativa negli anni: non più solo una passeggiata cittadina, ma un evento capace di mettere insieme, sulla stessa strada e allo stesso ritmo, il ciclismo di chi lo vive per passione occasionale e quello di chi lo pratica a livello competitivo.

Ma è l’Amministrazione comunale a fare da vera spina dorsale della macchina organizzativa: non un patrocinio di facciata, ma un coinvolgimento diretto nella messa in sicurezza del percorso, nel coordinamento con le associazioni, nella scommessa — vinta, di edizione in edizione — che un evento del genere possa crescere senza perdere il controllo. Il Comune ci mette la struttura perché la festa possa restare festa.

«Sono davvero felice per la riuscita di questa quarta edizione e per una partecipazione che cresce ogni anno, soprattutto tra bambini, giovani e famiglie», racconta Tony Giunta. «La passione per la bicicletta mi accompagna sin da bambino e, nel tempo libero, continuo a coltivarla: proprio per questo ho voluto condividerla con la città attraverso l’associazione L’Avolese. L’idea, subito accolta e sostenuta fortemente dall’Amministrazione comunale, è diventata negli anni un appuntamento capace di coinvolgere numerose realtà sportive».

Giunta si sofferma anche sulla vocazione ciclistica della città: «Avola possiede una naturale vocazione al ciclismo: è una città vivace e pianeggiante, ricca di bellezze, valorizzate anche dalle piste ciclabili realizzate in questi anni dalla nostra Amministrazione. Allo stesso tempo offre itinerari più impegnativi, come la salita verso Avola Antica, scelta anche da ciclisti professionisti per la loro preparazione. Promuovere la bicicletta significa quindi incentivare uno stile di vita sano e sostenibile, ma anche riscoprire il nostro territorio con uno sguardo diverso».

Il risultato è una città che per un’ora smette di essere solo un luogo da attraversare in auto e diventa terreno condiviso, conquistato a pedalate da chi la abita davvero. Dietro lo slogan “Cultura, Sport, Mare” c’è un’idea tutt’altro che scontata: che la bicicletta possa essere motore di comunità prima ancora che disciplina sportiva — e che un’Amministrazione, quando decide di starci dentro sul serio, in sella e non solo a parole, può trasformare un giro in piazza in un appuntamento che la città aspetta.

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