Contestate le modalità del trasferimento dell’Istituto dalla sua sede storica, chiesto al Libero Consorzio di sospendere l’operazione fino a chiarimenti su logistica, sicurezza e costi
Il trasferimento dell’Istituto Rizza dalla sua sede storica ha aperto un caso politico in città. Le operazioni di trasloco, iniziate ieri mattina, hanno suscitato la reazione di un gruppo di consiglieri comunali, che parlano di un’operazione condotta senza informare né consultare nessuno, mentre l’attività didattica era già avviata.
“Non si può spostare una scuola storica così, al buio, senza un piano e durante gli esami di idoneità in corso”, si legge nella nota firmata da Cosimo Burti, Alessandra Barbone, Damiano De Simone, Salvatore La Runa, Marco Greco, Paolo Cavallaro, Paolo Romano, Massimo Milazzo, Angelo Greco, Sara Zappulla e Daniela Rabbito, che chiedono la sospensione immediata del trasferimento fino a quando non arriveranno risposte chiare, comprese quelle relative alle proposte alternative presentate in precedenza e mai prese in considerazione.
Secondo la ricostruzione dei consiglieri, gli operai incaricati del trasferimento hanno atteso ore fuori dalla struttura, senza che fossero stati preventivamente coinvolti consiglieri, docenti, famiglie e studenti. Il gruppo firmatario della nota rileva inoltre che gli esami di idoneità erano ancora in corso nella sede.
Hanno chiesto un confronto diretto con il presidente del Libero Consorzio, assente durante le fasi del trasloco secondo quanto riferito dai consiglieri, per avere chiarimenti sul piano logistico relativo ad aule e laboratori, sulle garanzie per la sicurezza degli studenti e sui costi complessivi dell’operazione a carico della collettività.
Nella nota congiunta si affronta anche la questione economica dell’operazione. I consiglieri sottolineano che le classi del Gargallo, attualmente ospitate in via Modica, saranno spostate nella sede di via Pitia per lasciare spazio a quelle del Rizza. Una soluzione che, secondo il gruppo, smentisce l’ipotesi di un risparmio di spesa, dal momento che il Libero Consorzio continuerà comunque a sostenere il canone di locazione per l’immobile di via Pitia, con l’aggiunta dei costi legati al trasloco stesso.
I firmatari chiamano in causa anche la Soprintendenza, chiedendo un intervento tempestivo a tutela del patrimonio storico dell’Istituto Rizza. Nella nota si chiede inoltre l’apertura di un dibattito pubblico e si sollecita il presidente del Libero Consorzio, Giansiracusa, a rendere note cronoprogramma e costi dell’operazione, evidenziando come dell’iniziativa non vi sia al momento traccia nemmeno all’albo pretorio.











