Ruvolo annuncia la mobilitazione: “Imprenditori meritano rispetto e provvedimenti risolutivi”
Un attacco frontale al Governo per dire basta alla politica dei rinvii e chiedere misure strutturali contro il caro carburanti. Stefano Ruvolo, presidente di Confimprenditori, dà voce alla rabbia di migliaia di aziende italiane. La richiesta è chiara e prevede un blocco dei prezzi alla pompa per fermare l’emergenza.
La rabbia delle imprese nasce da una situazione economica sempre più difficile, caratterizzata dal prezzo del petrolio che sale, dai tassi di interesse alti e da un’inflazione che non si ferma.
Di fronte a questo scenario, l’esecutivo viene accusato di rispondere solo con rinvii e piccoli aiuti a tempo.
“Siamo oggettivamente stanchi di queste continue e inutili proroghe che non risolvono i problemi, ma servono soltanto a prendere tempo” – dichiara il presidente di Confimprenditori, Stefano Ruvolo -.
“Confimprenditori rappresenta infatti 370mila imprese che lottano ogni giorno per sopravvivere e che – sottolinea il presidente Ruvolo – meritano rispetto e provvedimenti risolutivi al posto di scadenze continuamente rimandate”.
Per uscire da questo stallo, l’associazione ha messo sul tavolo una proposta concreta per bloccare i costi alla pompa: un tetto massimo di 1,90 euro al litro per la benzina e di 1,95 euro al litro per il gasolio.
L’idea si ispira allo “scontone Eni” del 2012, quando una mossa commerciale fece scendere i prezzi senza gravare sulle casse pubbliche. Secondo Ruvolo, oggi quello schema può essere replicato e affiancato al taglio delle accise e al sistema delle accise mobili del 2022.
L’utilizzo congiunto di queste leve renderebbe l’obiettivo raggiungibile: “Non possiamo aspettare che la crisi mediorientale faccia il resto” – prosegue Ruvolo -.
La protesta si sposta dalle parole ai fatti. Confimprenditori ha annunciato che la prossima settimana le imprese scenderanno in piazza per chiedere al Governo di mettere fine alla politica delle proroghe.
“Senza interventi immediati, il rischio è quello di assistere alla triste cronaca di una morte annunciata per migliaia di aziende” – conclude la nota -.












