La Regione ha prorogato la scadenza per la presentazione delle domande relative alla misura di sostegno economico destinata alle donne vittime di violenza, con o senza figli, che si trovano in condizioni di particolare vulnerabilità.
Il provvedimento è stato disposto dal dipartimento regionale della Famiglia e delle politiche sociali attraverso la riapertura dell’avviso pubblico “a sportello”. Le istanze potranno essere presentate fino al 30 ottobre 2026.
«Con la riapertura dei termini – dichiara l’assessore regionale alla Famiglia e alle politiche sociali Nuccia Albano – vogliamo raggiungere tutte quelle donne che, pur avendone i requisiti, non hanno ancora avuto la possibilità di presentare la propria istanza. Il sostegno economico è un tassello importante di un percorso più ampio che deve coinvolgere i servizi sociali, i centri antiviolenza e tutta la rete territoriale».
La misura è rivolta alle donne residenti in Sicilia già prese in carico dai centri antiviolenza o dalle strutture di accoglienza a indirizzo segreto, che si trovano in condizioni di fragilità economica e che non beneficiano del reddito di libertà nazionale erogato dall’Inps.
«Non lasciare sole le donne – prosegue Albano – significa anche metterle nelle condizioni di scegliere liberamente il proprio futuro. Continueremo a lavorare per rafforzare la rete di protezione e gli strumenti di sostegno, perché l’autonomia economica rappresenta una componente fondamentale nel percorso di liberazione dalla violenza».
I contributi potranno essere utilizzati per sostenere percorsi di autonomia abitativa e lavorativa, attraverso il pagamento dei canoni di locazione, l’acquisto di strumenti per l’avvio di attività professionali, percorsi formativi, utenze, servizi e iniziative finalizzate all’inserimento lavorativo e al reinserimento sociale.
Sono previsti inoltre interventi a favore dei figli minori o con disabilità, nell’ambito dei percorsi scolastici e formativi.
Le domande dovranno essere presentate dai Comuni siciliani, in collaborazione con i centri antiviolenza e le strutture di accoglienza accreditate. L’avviso è consultabile sul sito della Regione.












