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Marzamemi Book Fest, chiusa la VI edizione: Carofiglio «Leggere per rimanere umani», De Cataldo «Leggere per vivere meglio»

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Quattro giorni di dialoghi, spettacoli, laboratori e musica nel borgo di Marzamemi dall’8 all’11 ottobre con Gianrico Carofiglio, Giancarlo De Cataldo e il concerto finale di Gloria Campaner

Un concerto della pianista Gloria Campaner, accolto dal pubblico in piedi, ha chiuso domenica 11 ottobre la sesta edizione del Marzamemi Book Fest. Le note dell’artista hanno avvolto la numerosa platea di piazza Regina Margherita, coinvolta nel finale dall’arrivo del bandoneonista Mario Stefano Pietrodarchi, con un omaggio ad Astor Piazzolla e al suo “Libertango”. Il bilancio della manifestazione, che anno dopo anno è cresciuta per qualità, numero di ospiti e reputazione, è stato di pieno successo. Un borgo pieno di libri e di giovani studenti ha ospitato per 4 giorni, all’8 all’11 ottobre, dialoghi, spettacoli, dibattiti, laboratori e tra i più grandi nomi della cultura e della musica in Italia.

L’evento è stato ideato da Barbara Fronterrè e organizzato dall’associazione “Un paese ci vuole”, presieduta da Rosita Pignanelli, con il patrocinio del Comune di Pachino e la direzione artistica di Sabina Minardi, caporedattrice Cultura de L’Espresso, media partner dell’evento per il quarto anno consecutivo. Il tema è stato “Leggere, resistere”.

Tantissimi gli ospiti dell’edizione 2026, tra cui gli scrittori Gianrico Carofiglio, Giancarlo De Cataldo, Marianna Aprile, Angelo Pittro, Francesca Santolini, Stefano Liberti, Serena Bortone, Costanza DiQuattro, Orazio Labbate; i musicisti Gloria Campaner, Mario Pietrodarchi, Gabriele Coen Quartet; i poeti Giulia Sara, Leonardo Scrima Builderbuff e Giuseppe Armillotta; gli allievi dell’Accademia dell’Inda, l’Istituto nazionale del dramma antico di Siracusa, guidati da Michele Dell’Utri e gli attori dell’Accademia di teatro Lucia Sardo.

Gianrico Carofiglio, protagonista della terza serata con una conversazione a partire dal suo libro “Accendere i fuochi. Manuale di lotta e gentilezza”, ha ricordato le proprie radici siciliane: la nonna e la madre, entrambe orgogliosamente siciliane anche se vissute lontano dall’isola, la prima di Pachino e la seconda nata a Noto. Sul tema del festival ha detto: «Leggere è una grande pratica di autodifesa individuale e collettiva, è un modo per vedere il mondo da più punti di vista e non dal singolo punto di vista angusto n

ostro, è un modo per rimanere umani, per non lasciarsi manipolare, per non dare nulla per scontato. Sono forme di resistenza i festival culturali, sono dei tentativi di mettere in circolazione delle cellule positive, soprattutto in territori in cui è più difficile riuscire a realizzare queste cose».

Giancarlo De Cataldo, riflettendo sul rapporto tra lettura e resistenza, ha dichiarato: «Leggere è conservare la memoria, è mantenere intatta la capacità di ascoltare le storie, di impossessarsene, di farle proprie, perché i miti che gli scrittori hanno raccontato nel corso dei millenni hanno una sola funzione, quella di farci vivere meglio». De Cataldo ha parlato anche dei piccoli festival culturali: «Adoro questo genere di festival. A Marzamemi ho trovato un posto in cui si sente una fame di cultura e un’accoglienza che nelle grandi città tante volte non c’è, perché lì sono abituati a tutto e triturano una cosa dopo l’altra».

L’Espresso, inoltre, ha scelto proprio Marzamemi e la sesta edizione del Book Fest per annunciare il vincitore del premio inedito per il romanzo non ancora pubblicato. Il direttore Emilio Carelli ha consegnato sul palco di piazza Regina Margherita il riconoscimento a Federica Sazzini, autrice de “La massaggiatrice”, scelta tra cinque finalisti su 254 romanzi arrivati in redazione.

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