siracusapress.it
SIRACUSA

Il sindaco Italia in aula: “Non mi dimetto per una proroga di indagini”

siracusapress.it

condividi news

Il sindaco di Siracusa in Consiglio Comunale: “Pronto a riferire dopo le verifiche, sciacalli mi ricordano chi sono e chi non voglio mai diventare”

“Non posso dimettermi per una proroga di indagini, altrimenti la proroga varrebbe come una condanna”.  Francesco Italia, primo cittadino di Siracusa, interviene in Consiglio Comunale dopo l’inchiesta Nexus che ha coinvolto funzionari e politici, con la misura cautelare anche per l’ex vice presidente dell’aula Concetta Carbone.

“Non commento gli atti di indagine perché non ne sono in possesso. Un sindaco che parla in aula delle indagini, non segue la verità ma la inquina”.

“Ho ricevuto una proroga delle indagini diversi mesi fa – aggiunge Italia -. È un atto che apre a una verifica a cui mi sottoporrò. Sono pronto a rendere conto non solo in consiglio comunale, ma sono a disposizione di chi si occupa delle attività di verifica. Non intendo aggiungere sospetti, ma il giudizio in questa città pare essere iniziato e si consuma prima del processo. Con una gogna mediatica di persone che non hanno esitato a considerare senza precedenti”.

Il sindaco pone l’accento sull’indagine, puntualizzando sugli atti: “C’è una differenza tra chiedere conto ed emettere una sentenza. A quella mi riferisco, non solo per me ma per chiunque dovesse trovarsi al mio posto. Anche per questo parlo solo di ciò che è pubblico. Una cosa sono i fatti, un’altra sono la rappresentazione dei fatti”.

Poi sulla consigliera, già assessore, Carbone: “Non nego la vicinanza, ma bisogna tenere i distinti i due fatti per trasparenza. Io non sono il riferimento di alcun sistema e lo dimostrerà dove andrà dimostrato”.

Sull’Ostello per lavoratori di Cassibile, su cui si concentrano le indagini della Procura Europea, Italia chiarisce: “Rivendico l’attività amministrativa sull’Ostello di Cassibile perché abbiamo lavorato per risolvere un problema importante, togliendo i lavoratori dalle grinfie del caporalato. Se qualcuno ha piegato le procedure amministrative per un interesse privato se ne assumerà le conseguenze”.

Le dimissioni della Giunta, nella giornata di ieri, sono state richieste dallo stesso Italia, che ha spiegato in aula le motivazioni: “Ieri ho chiesto le dimissioni alla Giunta, prima non era possibile per finanziamenti di cui doveva beneficiare la città. E anche in quel caso mi sono assunto la responsabilità. Tutti gli assessori hanno rimesso le deleghe senza resistenze o condizioni, perché l’Istituzione viene prima di ciascuno di noi. Ho chiesto io all’assessore Coppa di restare in carica. In undici anni non è mai stato eletto né ha mai avuto gruppi consiliari di riferimento in aula: per questo ho chiesto a lui di rimanere”.

“La giunta nasce da una maggioranza, io ho ricevuto un mandato dalla città come i consiglieri comunali. Per questo anche la nuova giunta, al di là delle interpretazioni, nascerà dalla maggioranza di quest’aula. Se all’interno del consesso ci sarà la continuità amministrativa della maggioranza andremo avanti, altrimenti non la inventeremo”.

Italia, infine, ha aggiunto della volontà di tornare in aula per riferire sull’esito delle verifiche. “In questi giorni ho ricevuto centinaia di messaggi e telefonate di vicinanza, vanno i miei ringraziamenti. Così come per gli sciacalli che mi hanno ricordato chi ero, chi sono e chi non voglio mai diventare”

Primo Piano

ULTIMA ORA

CULTURA

EVENTI

invia segnalazioni