Elio Vittorini non è stato un traduttore infedele, un imitatore, un “riscrittore”
Anzi, è stato un traghettatore della letteratura americana nel nostro Paese, in un momento storico assai particolare. Anche se, come è stato scritto nel titolo del “Processo”, “Traduceva se stesso”. Il verdetto assolutorio a larghissima maggioranza
Nella splendida cornice della terrazza a mare del Circolo Unione a Siracusa, ieri sera s’è celebrato il “Processo a Vittorini traduttore” nell’ambito del programma del Premio Letterario Nazionale Vittorini 2022. Alla presenza di un pubblico attento, interessato e anche incuriosito, è stato il presidente dell’Associazione culturale Vittorini Quasimodo e coordinatore del processo, Enzo Papa, a illustrare il capo di imputazione con il quale lo scrittore siracusano è stato portato in aula. A sostenere le ragioni dell’Accusa è stata la professoressa Anna Chiara Cavallari mentre a difendere il Vittorini traduttore è stato il professore Edoardo Esposito. A guidare la giuria popolare, in qualità di portavoce, è stato il blogger Giuseppe “Gingolph” Costa.
Dopo i saluti del Presidente del Circolo Unione Sergio Galletti, il quale ha ricordato che in quella stessa sede nel 1999 si tenne la cerimonia di consegna del premio Vittorini alla presenza tra gli altri di Dario Fo che due anni prima era stato insignito con il premio Nobel per la letteratura, è stato il “presidente” del Tribunale Enzo Papa a illustrare questo aspetto poco esplorato della poliedrica personalità di Vittorini. Accusa e Difesa hanno duellato avanzando le rispettive proprie ragioni, cercando, con le loro appassionate arringhe, di convincere il pubblico. E’ stato quindi il portavoce dei “Giudici popolari”, Giuseppe Gingolph Costa, dopo aver sondato pareri e umori dei giurati popolari, a far la conta dei voti espressi con un cartoncino verde (per l’assoluzione) e con un cartoncino rosso (per la colpevolezza) che hanno decretato l’assoluzione piena del Vittorini Traduttore. Ultimo atto la consegna al rappresentante della Difesa e dell’Accusa di un cofanetto contenente la famosa medaglia di Aretusa, opera plasmata dalla sapienza orafa delle mani delle sorelle Midolo.
Nemmeno il tempo di concludere il processo che il programma della XXI edizione del Premio Vittorini ha offerto un altro momento di intenso coinvolgimento emotivo. In piazza Minerva è andato in scena l’omaggio a Giovanni Verga nel centenario della morte. Un superbo interprete – Alessandro Sparacino – per quasi un’ora e mezza ha tenuto avvinto il pubblico dando corpo e anima a uno straordinario mastro don Gesualdo. Prima che i riflettori si accendessero sul protagonista – accompagnato dalle musiche di Gionata Colaprisca – è stato il regista Lorenzo Muscoso assieme al segretario del Premio Aldo Mantineo a dialogare sul rapporto e sulle distanze tra Vittorini e Verga. Poi a fare il resto sono state la forza della parola, la magia dell’atmosfera di piazza Minerva, i suoni che l’hanno riempita sottolineando i passaggi più intensi del testo ma anche i silenzi, il fascino della quinta naturale dell’Artemision solcata dalle lame di luce. Alla fine pubblico in piedi per il tributo che ha fatto calare il sipario sulla prima giornata del programma del Premio Vittorini.
Oggi doppio appuntamento, sempre in piazza Minerva. Alle 19, dopo l’intervento del Sindaco Francesco Italia e dell’Assessore alla Cultura Fabio Granata, saranno protagonisti i tre autori finalisti Carmine Abate, Massimo Maugeri e Nadia Terranova che saranno intervistati, davanti al pubblico, da tre giornalisti: Anna Mallamo, caposervizio cultura della Gazzetta del Sud, Carmelo Maiorca, che recentemente ha pubblicato un lavoro nel quale ricostruisce la vita del Premio Vittorini attraverso le interviste ai diversi vincitori; Elvira Terranova, scrittrice e giornalista, che dialogherà con Nadia Terranova.
Subito dopo la ricca serata proporrà l’incontro con Stefano e Tommaso Vittorini, nipoti di Elio, e Anna Steiner, figlia di Albe Steiner che con Elio Vittorini avviò l’esperienza del Politecnico, e in collegamento video con Alessandro Quasimodo. Questo incontro precederà la proiezione in anteprima nazionale del docufilm del regista siracusano Vittorio Muscia “Vittorini: Elio è di tutti”.
Domani sera a partire dalle 20, sempre in piazza Minerva, l’atto conclusivo con la proclamazione del vincitore/vincitrice del Premio Letterario Elio Vittorini 2022 e la consegna del Premio per l’editoria indipendente Arnaldo Lombardi alla casa editrice Cavallotto di Catania.
La manifestazione è promossa dall’Associazione culturale Vittorini Quasimodo con l’Assessorato alla Cultura della Città di Siracusa e la Confcommercio Siracusa con il sostegno di altre associazioni e di partner sia pubblici che privati.












