Pubblica amministrazione e funzione pubblica. Un sit-in unitario nazionale per chiedere maggiore attenzione verso i dipendenti pubblici. Troppo pochi e poco considerati in termini di assistenza, tutela e sicurezza. Questo il “grido” di allarme delle organizzazioni sindacali della Funzione pubblica con il sit-in di questa mattina in piazza Archimede davanti la sede della Prefettura. Al prefetto Scaduto, poi, è stato consegnato un documento a firma dei rispettivi segretari, Franco Nardi, Daniele Passanisi, Gesualda Altamore e Paolo Scimitto (Fp Cgil, Fp Cisl, Uil Fpl e UilPa).
“Lo Stato deve rispettare i lavoratori – hanno detto i segretari -, le Regioni devono fare altrettanto. I dipendenti in un momento così drammatico continuano a lavorare in condizioni difficili. Con le proprie attrezzature da casa e noi transizioni non ne abbiamo viste. Siamo di fronte ad una pubblica amministrazione che è oramai vecchia. La ministra Fabiana Dadone è offesa perché noi scioperiamo (aveva convocato tra l’altro i sindacati che però oramai avevano già organizzato lo sciopero, ndr). Siamo noi gli offesi”.
“Perché dobbiamo dare delle risposte e ci mettiamo del nostro – aggiungono -. Non ci sono più organici, non c’è più gente e la sanità è allo sfascio così come gli altri settori. E tutto questo è colpa di chi dovrebbe governare e non lo fa”.
“Anche la Pubblica amministrazione soffre sotto questo aspetto – chiosano -. Vogliamo rappresentare al Governo che occorre sistemare questo settore, anche con le assunzioni, perché c’è una carenza d’organico vista la quota 100 che ha portato a tanti pensionati senza alcun ricambio. La situazione pandemica ha permesso ai lavoratori di operare in smart working ma occorre mettere loro nelle condizioni. Il Governo ha fatto delle promesse sui rinnovi contrattuali ma nella proiezione del bilancio del 2021 non ha previsto un centesimo per questo settore. Occorre che il Governo ci renda partecipi con un tavolo di confronto perché questo settore è l’anima del governo visti i servizi quotidianamente erogati”.







