Lo hanno detto. Spiegato e ribadito con ogni mezzo possibile. I lavoratori dello spettacolo sono – appunto – lavoratori. Come tutti gli altri. E come tali richiedono attenzioni e interventi da parte delle istituzioni. Dall’ultimo Dpcm hanno più volte ricordato che i cinema e i teatri sono luoghi sicuri. Sicurissimi. Che l’arte e lo spettacolo rappresentano un prezioso presidio culturale.

E stamattina sono ritornati a farlo. Scendendo in piazza, in diverse città italiane, tra cui Catania e Palermo. Mettendo in scena “l’assenza spettacolare”. E chiedendo risorse certe fino alla ripartenza del settore. Un tavolo permanente tra parti sociali e ministeri. Ammortizzatori e tutele strutturali per tutti i lavoratori atipici e discontinui. La stabilizzazione dell’occupazione per i precari delle fondazioni lirico sinfoniche.
Perché quello dello spettacolo, come ricorda l’attore e regista Salvatore Tringali, sovrintendente del teatro Tina Di Lorenzo di Noto, è un settore strategico per la crescita economica e culturale del nostro Paese.







