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LA RISPOSTA

Aretusacque, il Consiglio di Sorveglianza risponde a Cannata: “Parere dell’ATI conferma il controllo pubblico”

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Il Cds: “Parere della Corte dei Conti offrirebbe ai Comuni, all’ATI e agli organi sociali un punto di riferimento autorevole”

 

In merito alle dichiarazioni dell’on. Luca Cannata sulla natura giuridica di Aretusacque S.p.A. e sul sistema dei controlli, il Consiglio di Sorveglianza ritiene doveroso ricostruire il percorso effettivamente seguito, perché la questione non è emersa all’improvviso e non è rimasta senza risposta.

Già nel mese di settembre dopo una fase interlocutoria durante la quale si sono profilate evidenti diversità di vedute con il Consiglio di Gestione il Consiglio di Sorveglianza ‎con pec del 01//09/2026 ed acquisita  dall’ati il 02/09 prot. N.1077, aveva chiesto all’Assemblea Territoriale Idrica di Siracusa un incontro formale proprio sul tema del controllo pubblico. La richiesta muoveva dalla posizione espressa dal Consiglio di Gestione, secondo cui la Società non sarebbe qualificabile come società a controllo pubblico ai sensi del d.lgs. n. 175/2016.

L’incontro, tenutosi il 14/09/26 presso la sede dell’ATI, si è svolto su sollecitazione del Consiglio di Sorveglianza. In quella sede si è convenuto di richiedere un parere legale ai legali dell’ATI, al fine di disporre di una valutazione tecnica autonoma rispetto a quella acquisita dal Consiglio di Gestione.

Il parere pro veritate, reso dal prof. avv. Agatino Cariola e dall’avv. Cinzia Blanco, è stato trasmesso alla fine della scorsa settimana. Esso conclude in senso contrario a quanto sostenuto dal Consiglio di Gestione: Aretusacque S.p.A. va qualificata come società a controllo pubblico. Ne discendono, tra l’altro, l’applicazione delle regole del TUSP in materia di reclutamento del personale, degli obblighi di trasparenza e di prevenzione della corruzione e della disciplina su inconferibilità e incompatibilità degli incarichi.

Il Consiglio di Sorveglianza, organo che per Statuto esercita la vigilanza “alla luce delle disposizioni di cui al TUSP”, si adopererà di conseguenza nel dialogo con il Consiglio di Gestione, perché la gestione della Società sia ricondotta al quadro di regole che il parere individua. Su questa linea il Consiglio ha già operato in questi mesi, chiedendo in particolare l’adozione di un piano delle assunzioni e di un regolamento sul reclutamento del personale conformi ai principi di trasparenza, pubblicità e imparzialità.

Il Consiglio condivide l’esigenza di chiarezza espressa dall’on. Cannata. Ritiene tuttavia che, più che un intervento dell’ANAC, sarebbe opportuno un intervento consultivo della Corte dei conti, la cui Sezione regionale di controllo per la Regione Siciliana può essere interpellata dagli enti locali soci ai sensi dell’art. 7, comma 8, della legge n. 131/2003. La qualificazione di una società partecipata ai fini del TUSP rientra a pieno titolo nelle materie su cui la giurisprudenza contabile si è già espressa. Un parere della Corte offrirebbe ai Comuni, all’ATI e agli organi sociali un punto di riferimento autorevole e di portata generale, prima che la questione si trasformi in contenzioso.

L’acqua è un servizio pubblico essenziale e tale resta, chiunque ne curi la gestione operativa. Garantire che le regole della trasparenza e dell’imparzialità siano rispettate è esattamente il compito del Consiglio di Sorveglianza, che continuerà a esercitarlo con rigore e nel rispetto delle competenze di ciascun organo.

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