Aggiornato al 20/08/2025 - 10:28
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Sicurezza

Belvedere, Controcorrente contro l’antenna 5G: “Serve trasparenza come a Canicattini”

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Musco chiede verifiche su distanze e autorizzazioni per l’impianto di via Siracusa. Esposti a Comune, Soprintendenza e ASP

Il movimento Controcorrente solleva interrogativi sull’installazione di una nuova antenna 5G nel quartiere Belvedere di Siracusa, chiedendo maggiore trasparenza e controlli sulla sicurezza dell’impianto richiesto da Inwit per conto di Vodafone.

L’antenna dovrebbe essere collocata in via Siracusa 36, all’angolo con via Giovanna d’Arco, come comunicato dal Comune attraverso avviso pubblico. Sebastiano Musco, responsabile del Faro Controcorrente numero 2 del movimento fondato dal deputato regionale Ismaele La Vardera, ha espresso forti preoccupazioni per l’assenza di verifiche ufficiali a tutela dei residenti.

Il confronto con la vicina Canicattini Bagni alimenta i dubbi dei cittadini. Nell’altro comune, l’amministrazione ha deciso di bloccare l’installazione di una nuova antenna, privilegiando la tutela della salute pubblica e il rispetto delle normative. Una scelta che evidenzia approcci diversi tra le due amministrazioni nella gestione di questioni analoghe.

Musco ha sottolineato come il Comune di Siracusa abbia stanziato circa 50mila euro per la mappatura delle antenne presenti sul territorio, senza però realizzare interventi concreti o iniziative specifiche. Questa situazione genera interrogativi sulla reale volontà di monitorare e controllare le installazioni.

I quesiti posti dal movimento riguardano diversi aspetti della procedura. In primo luogo, se la distanza dell’antenna dalle abitazioni rispetti i parametri stabiliti dall’ARPA Sicilia per la sicurezza sanitaria. Inoltre, se siano state ottenute tutte le autorizzazioni necessarie, comprese quelle della Soprintendenza ai Beni Culturali, considerata la particolare valenza storica e paesaggistica dell’area.

Controcorrente ha già inviato richieste formali di chiarimenti al Comune di Siracusa, al Servizio per l’edilizia privata, alla Soprintendenza ai Beni Culturali e all’Azienda Sanitaria Provinciale. Parallelamente, è stato chiesto l’intervento dell’ARPA Sicilia per un monitoraggio indipendente sui dati e sui potenziali rischi sanitari per gli abitanti del quartiere.

Controcorrente attende risposte puntuali dalle istituzioni coinvolte, ribadendo che la tutela della salute pubblica deve essere prioritaria rispetto agli interessi commerciali. L’auspicio è che si possa aprire un confronto costruttivo per garantire trasparenza e sicurezza nella gestione di queste installazioni.

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