L’ex assessore propone un piano per dimezzare i tempi di attesa e tagliare le circolari: “Tratte brevi in una città di 3 chilometri significano più corse e meno costi”
Il dibattito sull’efficienza del trasporto pubblico a Siracusa si arricchisce di una proposta tecnica dettagliata avanzata da Carlo Gradenigo, ex assessore e presidente del movimento “Lealtà e condivisione”, che analizza i costi chilometrici del servizio e suggerisce una via d’uscita per collegare i nodi strategici della città.
L’equazione economica alla base del Tpl, secondo l’analisi di Gradenigo, è lineare: il servizio si paga a chilometro, con un costo stimato di circa 4 euro per ogni chilometro percorso dalle vetture.
Questo significa che l’allungamento a dismisura delle tratte e delle linee circolari provoca un aumento automatico dei costi di gestione e, in assenza di un numero massiccio di autobus, si traduce in una minore frequenza e in tempi d’attesa insostenibili per l’utenza.
Considerando che il nucleo urbano compatto del capoluogo aretuseo si sviluppa su un diametro medio di appena 3 chilometri, la frammentazione dei percorsi rappresenta la soluzione logistica più sensata.
I vantaggi tecnici derivanti dall’adozione di tratte brevi e in linea:
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Frequenza raddoppiata: a parità di investimenti economici si ottiene un incremento immediato del numero di passaggi dei bus;
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Efficienza strutturale: i tempi di percorrenza della singola corsa vengono abbattuti, rendendo il mezzo pubblico competitivo rispetto all’auto privata;
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Addio alle circolari: la sostituzione dei vecchi percorsi ad anello con delle vere e proprie dorsali lineari e dirette.
La proposta concreta da inserire immediatamente nei piani d’esercizio aziendali prende il nome di “Dorsale Akradina”. Questo specifico tracciato permetterebbe di mettere a servizio dell’area appena riqualificata dello Sbarcadero di Santa Lucia gli oltre 800 posti auto complessivi custoditi all’interno dei parcheggi Sgarlata e Akradina.
Il percorso ricalca fedelmente la linea 127 “Tisia” già esistente, opportunamente epurata del passaggio ritenuto superfluo dal Mazzanti, introducendo una deviazione strategica all’interno dello Sbarcadero.
Attualmente, alla fine di via Piave, il bus gira a destra su via Agatocle per riprendere viale Luigi Cadorna; la variante prevede invece l’ingresso diretto nello Sbarcadero per poi reimmettersi su viale Cadorna dalla rotatoria di Dolcidea, assecondando la nuova viabilità.
Il piano prevede una tratta lineare di appena 3,5 chilometri complessivi, capace di garantire una frequenza di passaggio stimata tra i 15 e i 20 minuti in entrambi i sensi di marcia.
«Chiediamo ufficialmente di realizzare questo percorso e di attivare le corse fin dalla mattina da oltre un anno e mezzo – evidenzia Carlo Gradenigo –. Accorciare le linee è l’unico modo per dare ai siracusani e ai turisti un servizio efficiente a parità di costi per l’amministrazione».







