Calamità naturali, dal Giappone devastato ancora una lezione sull’importanza della prevenzione

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Un terremoto dalla magnitudo terrificante che provoca (al momento) “soltanto” 48 morti e 14 feriti: non è un miracolo, è soltanto l’efficiente Giappone

Il recente terremoto di magnitudo 7.6 che ha colpito la costa centro-occidentale del Giappone il giorno di Capodanno, lasciando un bilancio tragico di 48 morti e circa 14 feriti, risveglia preoccupazioni e domande anche in Italia. La città di Wajima, nella prefettura di Ishikawa, è stata tra le più colpite, con metà delle vittime registrate lì e oltre 200 strutture distrutte o danneggiate.

Il governo giapponese ha messo in guardia su possibili forti scosse per una settimana, con un’intensità che potrebbe raggiungere il livello 7. Questa situazione di emergenza ha portato all’evacuazione di 57.360 persone, mentre altre centinaia attendono ancora soccorsi.

Questo catastrofico evento riporta alla memoria il terremoto dell’Aquila del 2009 in Italia, che, nonostante una magnitudo inferiore (5.9), ha causato 309 vittime, oltre 1.500 feriti e 100.000 sfollati, con danni in generale pressoché incalcolabili.

Abbiamo chiesto all’amico fotografo, ma in questo caso in veste di geologo Marcello Bianca, un parere sulle probabili conseguenze di un sisma come quello del Giappone in Italia. Inutile addolcire la risposta, perché il rischio sarebbe quello di un cataclisma di tipo “estintivo”. La nostra piccola penisola, ricca di patrimonio storico e spesso colpita da calamità naturali, deve trarre insegnamenti cruciali dall’esperienza giapponese.

Lezioni dal Giappone: Prevenzione e Preparazione

Il Giappone, noto per la sua alta sismicità, ha sviluppato nel corso degli anni un sistema avanzato di prevenzione e gestione delle emergenze. Questo include:

  1. Edifici Resistenti ai Terremoti: Investimenti in tecnologie costruttive che possono sopportare scosse intense.
  2. Educazione e Formazione della Popolazione: Programmi regolari nelle scuole e nei luoghi di lavoro per insegnare come comportarsi durante un terremoto.
  3. Sistemi di Allerta Precoce: Tecnologie avanzate per rilevare terremoti ed eventuali maremoti, al fine di avvisare la popolazione con sufficiente anticipo.
Cosa Può Fare l’Italia?

L’Italia, con la sua storia di terremoti devastanti, deve intensificare gli sforzi nella prevenzione. Questo include:

  • Rafforzare le Normative Edilizie: Assicurare che nuove costruzioni e restauri rispettino standard elevati di sicurezza sismica. Il “sisma bonus” è un inizio, ma non basta.
  • Educazione Pubblica: Campagne informative su come agire in caso di terremoto.
  • Investimenti in Ricerca e Tecnologia: Sviluppare sistemi di allerta precoce e migliorare la rete sismologica nazionale.

Ad ogni terremoto, il cuore degli italiani si stringe. Quello dei siracusani in particolare torna alla notte di Santa Lucia del 1990, ma il terremoto in Giappone deve servire da monito per l’Italia. La prevenzione e la preparazione possono salvare vite e ridurre i danni. È il momento di agire, imparando dalle esperienze internazionali e investendo in soluzioni che proteggano il nostro patrimonio e la nostra popolazione.

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