[vc_row][vc_column][vc_video link=”https://www.youtube.com/watch?v=pcw_GlkLtuU”][vc_column_text]Continuano le polemiche in casa PD sulla vicenda dell’ingresso nel partito del sindaco di Melilli, Giuseppe Carta, indiziato principale alla candidatura alle prossime elezioni regionali. In collegamento con SiracusaPress, questa mattina è intervenuto anche Paolo Amenta, presidente provinciale del Partito Democratico (e al momento facente funzioni di segretario provinciale).
“La normalità – ha esordito Amenta – è nel rispetto delle regole approvate dal partito, nel segno di statuti regolamenti, procedure regolari. Credo che sia anomalo l’ingresso in un partito pensando già, dall’alto, ad una candidatura regionale”.
Il presidente del PD, nonché sindaco di Canicattini Bagni, chiede la convocazione di un organismo ad hoc per dirimere definitivamente la questione che sta sollevando un pericoloso vespaio, in un momento delicato e importante, con le primarie ormai vicine al loro momento clou. “In un partito che si rispetti – afferma – tutto ciò andrebbe valutato da una commissione di garanzia, una commissione che tuteli l’applicazione delle regole interne, verificando le condizioni per poter ammettere questo tipo di iscrizione, senza nulla avere contro chi chiede di entrare. Subito dopo le primarie, che sono la cosa più importante adesso, convocheremo la direzione provinciale per ragionare politicamente e poi eventualmente la commissione di garanzia”.
Per Amenta, poi, la questione della procedura per l’ingresso di Carta e quella della compilazione delle liste regionali sono distinte. Il presidente del PD, infatti, sottolinea che ancora la questione delle liste non è stata affrontata, rimandando anche in questo caso agli organismi competenti che dovranno proporre ai vertici regionali eventuali gruppi di candidati in rappresentanza di Siracusa. Proposta che “partirà dal territorio e che è ancora solo una ipotesi di lavoro. “Alla fine ci sarà un confronto con il regionale e il nazionale e alcune situazioni verranno valutate”.
Sulle procedure, dunque, Amenta esprime la rigorosa posizione di chi si oppone alle modalità di adesione di Carta e al suo riferirsi direttamente all’onorevole Fausto Raciti. Il sindaco di Canicattini non vuole nemmeno pensare che il caso Carta sia nato come elemento per misurare la forza delle diverse correnti interne al PD: “In un momento come questo, a livello nazionale, regionale e locale, pensare al correntismo è la cosa più assurda che io possa sentire. Bisogna alzare lo sguardo e guardarsi intorno, vedendo i problemi che i cittadini vivono”.
“Al di là della questione Carta, qui si sta rivendicando – continua Amenta – la dignità di un partito, che ha delle regole che vanno rispettate. Ci sono degli organismi che sono stati scavalcati. Va ristabilito l’ordine, perché se il partito perde prestigio, diventa semplicemente un pullman dal quale salire e scendere quando si vuole. Il Partito Democratico non può permettersi una cosa simile”.
Infine, un appello anche ai cittadini: “Vero è – conclude Amenta – che questo teatrino stanchi gli elettori, produca disaffezione, ma anche gli elettori prendano atto di questo teatrino per fare poi delle scelte mirate, sagge, che diano veramente risposte ai problemi”.
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