Andrea Bottaro e Giuseppe Di Natale chiedono garanzie sul futuro del polo: “Non sia solo un passaggio di proprietà, ma un reale rilancio industriale a difesa dell’occupazione”
La notizia del passaggio di mano della storica raffineria ISAB, destinata a entrare nell’orbita del gruppo Ludoil, rappresenta uno snodo cruciale non solo per il polo petrolchimico siracusano, ma per l’intera politica energetica del Paese. A intervenire con decisione sulle prospettive di questa imponente operazione finanziaria e industriale sono Andrea Bottaro e Giuseppe Di Natale della Uiltec Sicilia, che chiedono tutele immediate per il territorio e per i cittadini.
Per i rappresentanti sindacali, è assolutamente necessario cogliere questa opportunità per ridisegnare la strategicità di un asset fondamentale, garantendo che l’operazione non si traduca in un mero passaggio di proprietà, ma in un vero e proprio rilancio industriale.
La richiesta principale della Uiltec è rivolta direttamente a Roma. In questa fase delicata di transizione societaria, il sindacato chiama il Governo a intervenire con estrema fermezza, esprimendo il proprio parere vincolante e, soprattutto, esercitando i poteri speciali garantiti dalla Golden Power.
“Riteniamo che sia il momento opportuno per rivedere e aggiornare le prescrizioni stabilite tre anni fa – si legge nella nota della Uiltec –. L’obiettivo prioritario deve essere la tutela dei cittadini: il Governo deve garantire che i prodotti raffinati siano destinati prioritariamente al mercato interno”.
Una mossa che, secondo il sindacato, avrebbe ricadute dirette sulle tasche degli italiani: in un momento storico in cui i consumatori pagano prezzi alla pompa estremamente elevati, è essenziale che la produzione nazionale funga da reale calmiere e da garanzia di approvvigionamento per l’intera Penisola.
L’auspicio della Uiltec è che la nuova proprietà traduca le promesse di principio in un progetto industriale serio e di medio-lungo periodo. Per tornare a essere centrale nell’economia italiana e garantire la sicurezza energetica nazionale, la raffineria ISAB necessita di interventi chiari:
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Investimenti strutturali: Fondamentali per modernizzare gli impianti e aumentarne l’efficienza produttiva e ambientale.
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Solidità operativa: Necessaria per riequilibrare l’appeal del sito, attualmente molto elevato a livello internazionale ma che richiede di essere consolidato nel contesto della filiera nazionale.
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Tutela dell’occupazione: Il sindacato chiede “impegni certi sui livelli occupazionali, sia per i lavoratori diretti che per il vasto bacino dell’indotto”.
“Non possiamo permettere che un asset di questa portata resti slegato dalle esigenze strategiche del Paese – conclude la nota sindacale –. La modernizzazione tecnologica è l’unica via per dare solidità a una raffineria fondamentale per l’Italia”.











