Uno spot della nota catena di supermercati, diffusa dal Lazio in su, ha fatto discutere molto sui social…protagonisti una pesca e una bambina
Come può una pesca acquistata all’Esselunga far parlare tutti i social italiani? Semplice, se ad acquistarla è una bimba che vorrebbe utilizzarla per far riappacificare i genitori separati.
Questa, in estrema sintesi, la “trama” dello spot Esselunga diffuso oggi, con il claim “Non c’è una spesa che non sia importante”.
L’idea è che la bambina soffra nel vedere i propri genitori separatamente e che con quel piccolo gesto, ossia regalare la pesca acquistata al supermercato al padre, dicendo che gliela mandava la mamma, possa cominciare magari un percorso di riappacificazione.
Le posizioni si sono come al solito estremizzate, divise tra gli “oltranzisti anticlericali” che accusano gli sceneggiatori dello spot di essere dei nuovi “Adinolfi o Pillon” contro il divorzio, e chi invece osserva che in fondo sono i bambini, nelle separazioni, quelli a soffrire di più, sebbene l’evento non sia ormai classificabile come raro nella società.
Ci sono infine i “precisini”, che ricordano come la frutta vada inserita in un sacchetto, maneggiata con i guanti e pesata prima di portarla in cassa.
Ma lo spot è davvero un manifesto contro il divorzio? Sicuramente è un omaggio alla creatività e ai sentimenti dei bambini, perché non sappiamo i motivi che hanno spinto i genitori della bimba a separarsi; sappiamo però che in certi casi il divorzio è stata la salvezza di alcune famiglie, perché ha fatto cessare un clima di ostilità perenne che poteva diventare tossico proprio per i bimbi costretti ad assistere a continui litigi, senza citare poi i casi estremi di violenze fisiche o psicologiche da parte dei coniugi.
Ecco di seguito il video dello spot, che vi invitiamo a commentare sui nostri social:












