Gli allievi dell’INDA mettono in scena le 15 stazioni. L’arcivescovo Lomanto: “Compiamo questo percorso in compagnia di Maria, che qui a Siracusa si è manifestata col segno delle lacrime”
La millenaria pietra del Teatro Greco di Siracusa si è trasformata, per una sera, in un palcoscenico di profonda spiritualità e riflessione sull’attualità. Ieri sera, la suggestiva cornice del colle Temenite ha ospitato la solenne Via Crucis Cittadina, guidata dall’arcivescovo di Siracusa, mons. Francesco Lomanto.
Un evento che ha unito fede, arte e crudo realismo, promosso dalle Parrocchie del Vicariato di Siracusa con la curatela di don Aurelio Russo, rettore del Santuario della Madonna delle Lacrime, e in stretta collaborazione con il Parco Archeologico e la Fondazione INDA.
Le quindici meditazioni, scritte dal professor Marco Fatuzzo (mentre le orazioni portano la firma di don Carlo Fatuzzo), hanno tracciato un parallelismo toccante tra il cammino di Gesù verso il Calvario e le “croci” della società contemporanea.
“Quelle cadute di Gesù sono un’icona dei pesi enormi di cui si sta caricando oggi l’umanità: la povertà, la fame, le malattie, i disastri ecologici, i conflitti bellici. E quante cadute in depressione, quanti suicidi anche da parte di giovani. Tu ci sei accanto in ogni nostra caduta”, recita uno dei passaggi più intensi letti durante la serata.
Un forte monito è stato rivolto all’atteggiamento dell’uomo moderno: “Quanto orgoglio, quanta superbia nel crederci superiori agli altri… La caduta di Gesù è un invito ad abbassarci, a metterci accanto alle persone calpestate, ignorate, umiliate”.
Il percorso all’interno del Teatro Greco non è stato solo preghiera, ma anche una potente rappresentazione visiva e sonora. Le stazioni della Via Crucis hanno preso vita grazie al talento di 45 allievi dell’Accademia d’Arte del Dramma Antico della Fondazione Inda. La messa in scena è stata curata nei minimi dettagli dalle attrici Elena Polic Greco e Simonetta Cartia, con i movimenti affidati al coreografo Dario La Ferla.
A rendere l’atmosfera ancora più immersiva hanno contribuito:
-
Le musiche e i canti: Esecuzioni da brivido dello Stabat Mater di Pergolesi, dell’Ave Maria, del Salve Regina e dell’inno alla Madonna delle Lacrime.
-
L’impatto visivo: Sul grande ledwall allestito per l’occasione ha brillato uno scatto autoriale del fotografo siracusano Marcello Bianca, raffigurante il celebre quadretto in gesso della Madonnina.
Presenti all’evento anche le massime autorità cittadine e culturali, tra cui il direttore del Parco Archeologico, l’architetto Carmelo Bennardo, e l’assessore comunale Sergio Imbrò.
Il dramma della guerra e della perdita ha trovato spazio nelle invocazioni a Maria: “Quante donne piangono oggi la morte dei loro cari per le guerre senza fine, per i profughi, emigranti nei deserti o nei campi di detenzione”.
A tirare le fila di questa intensa serata di preghiera è stato proprio mons. Francesco Lomanto, che ha ricordato il legame indissolubile tra la città di Siracusa e la Vergine:
“Compiamo questo percorso orante in compagnia di Maria che qui a Siracusa si è manifestata col segno silenzioso ma eloquente, intimo, ma fortemente comunicativo, delle lacrime. Le stazioni ci aiutano a contemplare l’immensità dell’amore di Cristo. Al contempo rispecchiano aspetti, momenti e prospettive della personale esperienza di ciascuno di noi, quasi come tappe del nostro cammino esistenziale costellato da prove, incontri decisivi e ripetute cadute”.







