Scerra(M5S): “Meccanismo che tradisce lo spirito della riforma del Titolo V”
Il deputato e Questore della Camera raccoglie la denuncia di ANCI Sicilia e presenta un’interpellanza al Ministro dell’Economia. Il “caso” dei fondi negati agli enti locali dell’Isola approda ufficialmente alla Camera dei Deputati. I Comuni siciliani continuano a subire una grave e strutturale penalizzazione nella ripartizione del Fondo di solidarietà comunale (FSC), con un ammanco stimato in circa 200 milioni di euro ogni anno rispetto a quanto spetterebbe loro di diritto.
A sollevare la questione a Montecitorio è il deputato e Questore della Camera Filippo Scerra (M5S), che ha raccolto le denunce di ANCI Sicilia presentando una formale interpellanza al Ministro dell’Economia e delle Finanze (MEF).
La distorsione denunciata dal parlamentare pentastellato nasce da un paradosso burocratico. Nonostante i Comuni isolani trasmettano regolarmente i dati finanziari richiesti dal Ministero, la distribuzione delle risorse per la Sicilia continua a basarsi in larga parte sul vecchio criterio della “spesa storica”, ignorando l’effettivo calcolo dei “fabbisogni standard”.
«È un meccanismo che tradisce lo spirito della riforma del Titolo V della Costituzione e svuota di senso il principio perequativo», lamenta Scerra. Gli enti si ritrovano così in una condizione di “doppio svantaggio”: vengono valutati dallo Stato secondo rigidi parametri di efficienza, ma vengono finanziati con criteri ormai superati e penalizzanti.
I numeri del divario nel 2026
Le elaborazioni contabili per l’anno in corso rendono plasticamente l’idea dell’ingiustizia subita dalle casse municipali e, a cascata, dai cittadini:Parametro di Riferimento Importo pro capite (Sicilia 2026):
- Fabbisogno Standard (stimato) 461 € per abitante
- Assegnazione Reale (Fondo Solidarietà) 137 € per abitante
Le conseguenze di questo taglio invisibile si ripercuotono direttamente sulla qualità della vita nelle città. Molti Comuni siciliani operano in condizioni di profonda asfissia finanziaria. Come sottolinea l’On. Scerra, questo sistema impedisce agli enti locali di garantire i Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP), tagliando fondi cruciali per:
- Il trasporto pubblico locale;
- I servizi sociali per le fasce deboli;
- Gli asili nido;
- La polizia locale e la sicurezza.
Già nel 2025 si erano svolti diversi tavoli di confronto tra le istituzioni territoriali e il MEF per sanare la frattura, ma senza risultati concreti.
«È necessario aggiornare immediatamente i dati alla base del calcolo del Fondo – conclude Scerra – in modo da assicurare parità di condizioni su tutto il territorio nazionale. Questi fondi devono tornare ai Comuni, ma soprattutto ai cittadini».







