Il documento protocollato e sottoscritto da consiglieri di Forza Italia, Partito democratico, Fratelli d’Italia e gruppo misto, richiama l’inchiesta Nexus e imputa al primo cittadino carenze sui controlli, assenze in aula e obiettivi di programma rimasti inattuati. Ecco le motivazioni
È stata protocollata ieri, 23 ottobre, la mozione di sfiducia al sindaco Francesco Italia sottoscritta da 14 consiglieri comunali. Il documento porta le firme di Alessandra Barbone, Cosimo Burti, Damiano De Simone, Marco Greco, Salvatore La Runa e Leandro Marino per Forza Italia, di Angelo Greco, Massimo Milazzo e Sara Zappulla per il Partito democratico, di Paolo Cavallaro e Paolo Romano per Fratelli d’Italia e di Andrea Buccheri, Daniela Rabbito e Simone Ricupero del gruppo misto.
Le motivazioni politiche ruotano, spiegano i firmatari, attorno all’inchiesta denominata Nexus, coordinata dalla Procura europea, che il 14 ottobre ha portato all’applicazione di misure cautelari a carico di imprenditori, di un carabiniere in servizio alla Procura di Catania e della vicepresidente del Consiglio comunale. I consiglieri “contestano al sindaco di non aver avvertito la responsabilità politico-amministrativa di far controllare la pratica dell’ostello per migranti di Cassibile, dopo che nell’ottobre 2025 il funzionario responsabile unico del procedimento aveva informato formalmente l’ente di essere indagato”. E aggiungono che “non sono state disposte verifiche su un possibile frazionamento artificiale degli affidamenti, sul rispetto del principio di rotazione e sull’effettiva realizzazione dell’impianto fotovoltaico previsto dal progetto Acca”.
Nella seduta del Consiglio comunale del 22 ottobre, dedicata a chiarire gli aspetti amministrativi della vicenda, il sindaco, si legge nella mozione, non ha saputo chiarire nulla sul piano di audit anticorruzione previsto dal PIAO 2024-2026, di cui è il referente politico, e non ha risposto alle domande dei consiglieri, “nuocendo gravemente all’immagine di Siracusa”. Il rafforzamento delle misure anticorruzione, aggiungono i firmatari, è stato promosso con estremo ritardo e solo dopo l’inchiesta, con la deliberazione di giunta numero 116 del 21 ottobre 2026.
Altre contestazioni riguardano il rapporto con l’assemblea: il sindaco avrebbe “disertato le sedute, con una partecipazione annua inferiore a quella delle dita di una mano, non si sarebbe mai presentato al Question Time mensile, avrebbe disatteso gli atti di indirizzo approvati dal Consiglio e non avrebbe partecipato alle commissioni cultura e sport, pur mantenendone le deleghe e pur essendo stato invitato. Gli atti più importanti, sostengono i consiglieri, sono stati inviati alle commissioni a ridosso della scadenza dei termini”.
La parte amministrativa elenca gli obiettivi ritenuti non raggiunti: “il nuovo Piano urbanistico generale, la tariffa puntuale della Tari e il miglioramento della raccolta dei rifiuti, la riduzione della pressione fiscale, il traffico, la mobilità e i parcheggi, l’utilizzo dei proventi della tassa di soggiorno, l’emergenza idrica e il passaggio del servizio da Siam ad Aretusacque. Si aggiungono la saturazione del cimitero e il mancato seguito al progetto di crematorio, la crisi del commercio e dell’artigianato, l’offerta culturale, la fuga dei giovani e l’attenzione alle periferie, a Cassibile, a Belvedere, alle zone balneari e a Fontane Bianche”.
Nelle conclusioni i firmatari sostengono che il Consiglio comunale non possa “permanentemente assistere passivo” a un tale degrado della città. Chiedono al presidente di convocare la seduta per discutere la mozione e invitano tutti i consiglieri a modificarla o integrarla e ad approvarla, “guardando solo agli interessi di Siracusa e dei Siracusani”, per determinare la fine dell’esperienza amministrativa.
“Il Consiglio comunale non può ulteriormente assistere passivamente a un così grave degrado della Città, messo vieppiù prepotentemente a nudo dai gravi fatti politico amministrativi che emergono dalla vicenda Nexus”, scrivono i consiglieri nel documento.







