Il consigliere provinciale all’attacco sullo “sfratto” dello storico istituto: “La responsabilità si dimostra nei fatti, non solo quando si è in difficoltà”
Il consigliere del Libero Consorzio Siracusa, Cosimo Burti, ha lanciato un guanto di sfida al Presidente dell’Ente, Michelangelo Giansiracusa, chiedendo un confronto pubblico, aperto e trasparente incentrato sul Piano Scuole e sulla reale situazione economico-finanziaria dell’istituzione provinciale.
Al centro della polemica, oltre ai conti dell’ente, c’è la gestione del piano di edilizia scolastica che sta sollevando forti proteste nel capoluogo, in particolare per il destino dello storico Istituto “Alessandro Rizza” di Siracusa.
Burti ha voluto chiarire la propria posizione politica all’interno del consorzio, replicando ad alcune dichiarazioni apparse sulla stampa locale nei giorni scorsi:
«Nelle ultime interviste sono stato citato più volte, anche come esponente di un partito nazionale. Omettendo però un dato fondamentale: oggi mi trovo all’opposizione della sua coalizione. Non si può invocare il “senso di responsabilità” solo quando si è in difficoltà amministrativa. La responsabilità si dimostra nei fatti, tutti i giorni, e soprattutto mettendosi a confronto con chi la pensa diversamente».
Il consigliere provinciale si è poi schierato apertamente al fianco dei rappresentanti del consiglio comunale di Siracusa che in queste settimane si sono mobilitati per difendere l’autonomia e la storica collocazione del plesso scolastico:
«Intervengo anche a difesa dei consiglieri comunali di Siracusa che sono scesi in campo per tutelare l’Istituto Rizza. Il Presidente, da Sindaco di Ferla e lontano dalla conoscenza diretta della realtà del capoluogo, sta reiterando un errore grave: sottovalutare il valore di una sede storica. Senza alcuna ragione comprensibile si sta preparando uno sfratto forzato all’Istituto Rizza, assumendosi rischi “calcolati” che sono tipici di chi è distante dalla comunità cittadina e dalle sue istanze».
Secondo Burti, solo un dibattito pubblico e aperto alla cittadinanza potrà fare chiarezza sulle reali motivazioni dietro alle scelte dell’amministrazione provinciale:
«Il confronto pubblico serve proprio a questo: a mettere sul tavolo i numeri, le alternative e le conseguenze delle scelte. I cittadini hanno diritto a sapere e ad essere ascoltati. Resto in attesa di una data e di una sede».











