“Secondo l’OMS l’Italia è tra gli Stati al mondo più colpiti dai decessi da Covid, e la Sicilia sembra essere la Regione italiana più esposta allo stesso fenomeno. I dati parlano chiaro. L’Italia dall’inizio della pandemia al 17 marzo 2022 ha registrato ben 157.314 decessi, che a parere dell’OMS l’hanno proiettata tra i Paesi a più alta incidenza di mortalità per Covid del Mondo e tra i primi tre in Europa, e nessuno finora è riuscito a spiegarne la causa.” Ad affermarlo è On.le Nicola Bono già Sottosegretario al Ministero per i beni e le Attività Culturali.
“Ma la questione più inquietante è il dato Siciliano. Ho più volte sollevato il sospetto che l’andamento dei decessi in Sicilia appariva fortemente disallineato dalla media delle altre regioni italiane. Ed infatti, dopo avere monitorato i bollettini giornalieri dei contagi e dei decessi in Italia dal 20 gennaio al 20 marzo 2022, sono emerse conferme inquietanti, circa l’eccessivo numero di defunti in Sicilia registrato nei 60 giorni esaminati, rispetto al resto d’Italia, anche in base al rapporto contagi-decessi.”
“A parte la Lombardia, che in 60 giorni ha avuto il primato dei decessi per 41 giornate, ma che ha anche il doppio degli abitanti e dei contagi della Sicilia, per il resto, esclusi i 5 primati giornalieri di altre regioni (Toscana 3, Campania e Veneto 1 ciascuno), è la Sicilia che ha raggiunto ben 14 primati giornalieri in 60 giorni, pari al 23% del periodo considerato – prosegue l’Onorevole Nicola Bono – non solo questo appare già un dato spaventoso quanto incomprensibile di per se, ma se si aggiunge che la Sicilia, per altri 20 giorni del periodo, si è classificata seconda per decessi, ed ancora terza per altri 11 giorni, malgrado un numero di contagiati relativamente basso, spesso classificato tra l’8 e il 9 posto, appare chiaro che si tratta di risultati che impongono approfondimenti e chiarimenti, che fino ad oggi sono stati del tutto colpevolmente ed ingiustificatamente ignorati dalle autorità nazionali e soprattutto regionali.”
E ancora: “Come può una regione a basso tasso di contagiati, raggiungere per complessivi 45 giorni su 60, picchi costanti di primo, secondo e terzo posto? Cosa può giustificare questo andamento? E soprattutto il governo regionale siciliano, può continuare a ignorare questi risultati e rinunciare al suo dovere di garantire almeno il minimo sindacale di fare chiarezza sulla natura di questi numeri sfalsati, rispetto al rapporto contagi-decessi delle altre regioni e che riguardano la morte di siciliani? Anche perché sono inaccettabili ed ingiustificati, anche gli errori mai cessati, né puniti, nei conteggi dei decessi di questi anni, che hanno ostacolato qualsiasi possibile valutazione e studio corretto circa l’evoluzione della pandemia e che, a tutt’oggi, non sono mai stati né spiegati, né chiariti.”
“Una gestione della sanità caratterizzata da errori e incapacità – afferma l’ex Presidente della Provincia di Siracusa – come la recente scoperta della mancata cancellazione dei soggetti guariti dai contagiati e che si rifiuta di dare conto e ragione delle sue inadempienze e dei suoi errori, ed intanto i siciliani muoiono, forse in misura superiore rispetto agli italiani delle altre regioni, nel dubbio alimentato ulteriormente dal silenzio del Governo. Nel frattempo la pandemia è ripartita quanto ad alti livelli di contagio, ed oggi più che mai, c’è assoluto bisogno di chiarezza estrema sulle effettive dinamiche dei decessi e senza più tentativi di glissare il quesito.”
“E mentre ci si augura che si dia luogo finalmente a questo fondamentale chiarimento – conclude – non sarebbe sbagliato procedere, magari, ad altre spiegazioni, come ad esempio se la Sicilia ha o no un Piano Pandemico. Anche perché alla luce di questi fatti, sembra che la Sicilia non sia cambiata affatto, in questi anni, quanto a capacità di governo, altro che rinnovamento, efficienza e trasparenza.”












