La preoccupazione delle associazioni di categoria: “La tutela del lavoro e del reddito non può essere ancora rinviata”
Feneal UIL, Filca CISL e Fillea CGIL di Siracusa, rappresentate dai segretari territoriali Saveria Corallo, Dathan Di Dio ed Eleonora Barbagallo esprimono forte preoccupazione e profondo disappunto per il protrarsi di una situazione che sta assumendo dimensioni sempre più drammatiche per i lavoratori ex Cogesi e per le loro famiglie.
I lavoratori, fanno sapere i sindacati, sono fermi dal mese di giugno e non percepiscono lo stipendio da maggio. “Una situazione che non può più essere considerata una difficoltà temporanea, ma rappresenta ormai una vera e propria emergenza occupazionale e sociale – aggiungono -. Da mesi lavoratrici e lavoratori attendono risposte sul proprio futuro e, soprattutto, il riconoscimento delle spettanze economiche maturate. Dietro ogni lavoratore ci sono famiglie che devono affrontare quotidianamente affitti, mutui, bollette, spese per i figli e necessità primarie, senza poter contare sul proprio salario”.
La gravità della situazione era stata già rappresentata nel mese di luglio, quando le organizzazioni sindacali di categoria, insieme ai segretari generali di CGIL, CISL e UIL di Siracusa, hanno incontrato il Prefetto di Siracusa per sottoporre all’attenzione delle istituzioni la situazione dei lavoratori. All’incontro erano presenti anche dirigenti di ISAB e una rappresentanza di Confindustria, a conferma della rilevanza della vertenza per il sistema industriale e occupazionale del territorio ed in quella occasione è stata richiamata, in tutti i soggetti, la responsabilità, sottolineando la necessità che nessuna famiglia rimanesse per strada.
“Oggi, quelle parole devono essere ricordate. Non possono esserci alibi, il periodo feriale è finito e quindi non è più tempo di aspettare, è arrivato il momento di passare dalle parole ai fatti. Chiediamo alle istituzioni competenti, a ISAB, a Confindustria e a tutti i soggetti coinvolti di assumersi le proprie responsabilità e di individuare, in tempi immediati, una soluzione che garantisca il pagamento delle spettanze arretrate e la salvaguardia dei livelli occupazionali. La tutela del lavoro e del reddito non può essere rinviata. Il territorio siracusano non può permettersi di lasciare per mesi lavoratori senza salario e senza certezze sul proprio futuro. Non è accettabile che il peso di questa situazione continui a ricadere esclusivamente sulle famiglie dei lavoratori”.












