Aggiornato al 25/05/2026 - 15:10
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Convegno

“L’Italia delle donne” a Siracusa. Scerra: “Per la vera parità servono servizi, cultura e sostegno alle famiglie”

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Il parlamentare e Questore della Camera ha illustrato i dati Ipsos su occupazione e rappresentanza femminile. «Le leggi possono aprire porte, ma senza un cambiamento culturale profondo la parità resterà incompleta»

Un’analisi lucida sui passi in avanti compiuti e, soprattutto, sugli ostacoli che ancora frenano la piena emancipazione femminile nel nostro Paese. Questo il cuore dell’intervento del parlamentare siracusano e Questore della Camera, Filippo Scerra, tenutosi questa mattina al Teatro Comunale di Siracusa.

L’occasione è stata il convegno “1946-2026. L’Italia delle donne”, promosso dal Comitato di vigilanza sull’attività di documentazione della Camera dei Deputati. Un appuntamento inserito nel programma di celebrazioni per gli ottanta anni dal voto alle donne e dalla nascita della Repubblica, che ha visto Siracusa come prima tappa di un percorso nazionale dedicato alla presentazione dei risultati dell’indagine Ipsos.

«Ad ottant’anni dal primo voto delle donne italiane, non possiamo limitarci a celebrare la ricorrenza», ha dichiarato Scerra in apertura. «Dobbiamo guardare ai progressi compiuti e, soprattutto, ai ritardi che ancora segnano il nostro Paese».

Nel suo intervento, Scerra ha richiamato i principali dati emersi dalla ricerca, soffermandosi sui fattori strutturali che limitano la partecipazione femminile al mondo del lavoro e alle istituzioni. I numeri fotografano una realtà ancora fortemente sbilanciata:

  • Conciliazione vita-lavoro: quasi un italiano su due (il 47%) indica nella famiglia e nella difficoltà di conciliare lavoro e responsabilità domestiche la principale ragione della minore presenza femminile nel mercato del lavoro.

  • Lavoro part-time: il 31,5% delle donne lavora part-time, contro un modesto 8,1% degli uomini.

  • Lavoro domestico non retribuito: secondo uno studio del Ministero dell’Economia, le donne svolgono il 61,6% del lavoro familiare, un dato che nelle Isole sale drammaticamente al 68,4%.

Ampio spazio è stato dedicato anche al delicato tema della maternità, che spesso si trasforma in una vera e propria “penalità” occupazionale. «Il tasso di occupazione delle donne con figli piccoli è inferiore di oltre 27 punti rispetto a quello delle donne senza figli o con figli più grandi – ha sottolineato il deputato siracusano – e in Sicilia questo divario arriva addirittura al 40%».

Un ostacolo strettamente legato anche al gender pay gap. Secondo gli ultimi dati Istat, le donne percepiscono una retribuzione oraria media inferiore del 10,6% rispetto agli uomini. «Un divario che cresce ulteriormente sulle retribuzioni annuali – ha spiegato Scerra – anche a causa del maggiore ricorso al part-time e delle interruzioni di carriera legate alla maternità».

La disparità colpisce duramente anche le posizioni decisionali. I dati illustrati al Teatro Comunale rivelano che solo il 3% degli amministratori delegati e presidenti delle grandi società quotate è donna.

La situazione risulta particolarmente critica nel Mezzogiorno: il tasso di occupazione femminile in Sicilia si ferma al 37,5% (quasi venti punti sotto la media nazionale) e, nelle giunte comunali dei capoluoghi siciliani, le donne rappresentano appena il 19,7% degli assessori.

Per invertire la rotta, Scerra ha indicato le priorità emerse dal sentire comune: «Incentivi alle imprese, servizi pubblici efficienti per l’infanzia, flessibilità lavorativa e una forte promozione della parità sono le leve indicate dagli italiani. Le leggi possono aprire porte – ha concluso il parlamentare – ma senza un cambiamento culturale profondo la piena parità resterà incompleta».

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