Accolto in via cautelare il ricorso dopo il blocco scattato per il salvataggio di 18 persone nella zona Sar libica. Il giudice congela la sanzione: “Evitare l’aggravio in caso di reiterazione”
Arriva dal Tribunale del capoluogo etneo una decisione destinata a far discutere sul fronte del soccorso in mare. Il giudice ha sospeso il fermo amministrativo di 15 giorni e la relativa multa imposti dalle autorità italiane alla nave umanitaria Sea Watch 5.
L’annuncio è arrivato direttamente dai canali social dell’organizzazione non governativa: “Il provvedimento di fermo è stato revocato. Presto torneremo nel Mediterraneo centrale”.
La sanzione era scattata lo scorso 25 gennaio 2026, a seguito di un’operazione di salvataggio in acque internazionali. L’equipaggio della Sea Watch 5 aveva soccorso 18 persone, tra cui due bambini, per poi dirigersi verso il porto sicuro assegnato, proprio Catania. Il blocco amministrativo, tuttavia, non riguardava le modalità del soccorso, ma le comunicazioni: l’Ong è stata sanzionata per non aver avvisato le autorità libiche della posizione del salvataggio, avvenuto all’interno della zona Sar (Search and Rescue) di competenza nordafricana. Una violazione che la Sea Watch ha rivendicato apertamente, giustificando la mancata comunicazione con “le continue violazioni dei diritti umani” perpetrate dalla cosiddetta Guardia Costiera libica.
Il provvedimento emesso dal Tribunale di Catania è di natura cautelare (sospensione inaudita altera parte). Ma perché sospendere un fermo di 15 giorni che, di fatto, è già cronologicamente scaduto? La giudice Mariaconcetta Gennaro, nel decreto di fissazione dell’udienza, lo spiega chiaramente: mantenere l’efficacia dell’ordinanza della Prefettura comporterebbe un “pregiudizio nel possibile aggravamento della risposta sanzionatoria a fronte di eventuali reiterazioni della violazione”. In sostanza, se la nave dovesse compiere un altro salvataggio simile prima del giudizio, la vecchia sanzione attiva farebbe scattare pene molto più severe (come la confisca del mezzo).
Per dirimere definitivamente la questione nel merito, il Tribunale ha fissato un’udienza in contraddittorio tra le parti per il prossimo 2 marzo 2026 alle ore 13.30. Nel frattempo, la Sea Watch 5 è libera di tornare a operare nel Mediterraneo.





