Rinascita accusa la consigliera Milena Spataro di aver votato contro provvedimenti sostenuti dal movimento e di essersi allontanata dall’Aula durante la relazione del Sindaco Gambuzza
Prima la discarica, ora il piano di gestione. Il rapporto, oramai si può definire conflittuale, tra Rinascita e la consigliera Milena Spataro inciampa sempre sulla tematica rifiuti. Pochi mesi fa la questione era la riapertura della discarica di contrada Coste Sant’Ippolito, mentre stavolta lo scontro consumatosi durante l’ultimo consiglio comunale è stato basato sul nuovo piano di gestione di 38 milioni di euro per 8 anni. I fatti sono noti: Milena Spataro, assieme agli indipendenti di Forza Italia Peter Spataro e Maria Concetta Monaco, hanno detto “no” alla loro maggioranza, seppur il provvedimento è stato approvato.
Salvatore Blundo, consigliere, assessore e leader di Rinascita, non ha perso tempo in consiglio comunale a far emergere la problematica politica a cui ha fatto eco il coordinamento intero del movimento. Rinascita contesta a Milena Spataro una serie di comportamenti ritenuti in contrasto con la linea del gruppo: la consigliera avrebbe votato contro provvedimenti sostenuti dal movimento senza comunicarlo in anticipo agli altri componenti del gruppo: “lo ha fatto ‘a freddo’ e, cioè, senza in alcun modo palesare o manifestare preventivamente tale intenzione apertamente ostile al nostro Coordinamento o, almeno, agli altri due componenti del suo gruppo consiliare, come lealtà e correttezza avrebbero dovuto suggerire.” Il Coordinamento richiama inoltre il voto contrario ad atti definiti favorevoli ai cittadini, tra cui la diminuzione delle tariffe e l’istituzione di due capitoli di bilancio destinati a intercettare fondi nazionali, provvedimenti che sarebbero stati approvati anche dai gruppi di opposizione presenti in aula.
Il movimento contesta infine l’uscita dall’Aula della consigliera nel momento in cui il Sindaco ha iniziato a leggere la relazione annuale, un gesto che Rinascita definisce una presa di distanza dall’operato dell’amministrazione Gambuzza, arrivata senza segnali di dissenso manifestati in precedenza.
Sul piano delle conseguenze politiche, il Coordinamento chiarisce che la consigliera non potrà più agire in nome del movimento, mentre riguardo alla Giunta prende posizione a favore della permanenza dell’assessore Tina Mallia, indicata a suo tempo con l’accordo di Rinascita: “la nostra idea è che l’assessore Tina Mallia debba rimanere al suo posto fino allo spirare del periodo a suo tempo pattuito per rappresentarci in Giunta e per l’avvicendamento già programmato.”
La replica di Milena Spataro arriva altrettanto netta, con una nota nella quale la consigliera smentisce punto per punto le accuse ricevute.
“Non ho votato – spiega Milena Spataro – “contro provvedimenti che i pachinesi e Rinascita mi avevano chiesto di sostenere” per spirito di contrarietà o per scelta personale priva di spiegazioni. Le mie decisioni sono sempre motivate da valutazioni di merito, trasparenza e interesse pubblico. Chi mi conosce sa che non prendo iniziative avventate né agisco senza aver approfondito gli atti puntualmente. E non ho mai agito “a freddo” né ho mancato di rispetto al coordinamento. In più occasioni ho segnalato dubbi e osservazioni, anche in forma scritta e privata, che non sono mai stati presi in considerazione come avrei sperato, a volte dimenticano che sono stata la prima degli eletti, e penso che questo a qualcuno non sia andato a genio già a giugno 2024. Se è mancata comunicazione, non è stata certo solo per colpa mia”.
Riguardo all’accusa di aver votato contro “atti favorevoli ai cittadini per faziosità”, Spataro ha affermato che “il Sindaco aveva già messo in atto le azioni per avere la maggioranza in aula. Le mie obiezioni — dove sono state sollevate — riguardavano aspetti tecnici e procedure che ritenevo non pienamente conformi all’interesse collettivo; volevo solo che un tema così importante come la gestione per 8 anni dei rifiuti del mio paese venisse trattato e la delibera portata in consiglio fosse corretta senza vizi di forma che oltretutto forse in parte hanno corretto durante la seduta consiliare. Ho posto attenzione a questo documento portato in consiglio poiché, reduce di quanto accaduto a novembre circa la discarica di Coste Sant’ Ippolito, sono stata io ad oppormi e a trovare dell’incongruenza di forma e anche allora fui al mirino del movimento civico perché non in linea con qualche consigliere che vedeva la luce in fondo al tunnel svendendo il paese per qualche migliaio di euro. È indecente, e politicamente scorretto, dipingere ogni mia scelta come opposizione ai cittadini solo perché non sono d’accordo al diktat del movimento”.
Sull’abbandono dell’aula all’inizio della lettura della relazione politica e programmatica del sindaco, Spataro ha affermato che si è allontanata per ragioni personali che chiarirà successivamente.
“Rifiuto – ha concluso Milena Spataro – l’immagine costruita contro di me: non sono masochista né autolesionista; sono una rappresentante eletta che ha sempre cercato di conciliare le esigenze del territorio con il dovere di controllo e responsabilità politica. Se il Coordinamento desidera chiarimenti formali, sono pronta a un confronto pubblico e documentato. Se invece la linea sarà quella degli attacchi sommari e delle squalificazioni, prendete atto che non mi rassegnerò al silenzio e tutelerò la mia posizione con ogni strumento politico e, se necessario, giuridico.
Ribadisco infine il mio impegno verso i cittadini che mi hanno votata: proseguirò il mio lavoro con serietà, trasparenza e rispetto per le istituzioni come ho sempre fatto”.








