Aggiornato al 02/07/2026 - 17:43
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Riforma delle province in Sicilia, la Regione avvia l’iter per il ritorno all’elezione diretta

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L’assessore alle Autonomie Locali Elisa Ingala: “Il ripristino del voto diretto è una precisa scelta politica di democrazia e partecipazione”

La Regione Siciliana ha avviato formalmente l’iter legislativo per il ripristino dell’elezione diretta delle province in Sicilia, prevedendo il ritorno alle urne per la scelta del presidente della Provincia e dei relativi consiglieri provinciali.

L’iniziativa, promossa con decisione dall’Assessorato regionale alle Autonomie Locali e alla Funzione Pubblica, nasce con il chiaro obiettivo di restituire ai cittadini siciliani il diritto di esprimere direttamente la propria preferenza per i rappresentanti all’interno degli enti di area vasta, superando l’attuale sistema di secondo livello.

Il disegno di legge, che si trova attualmente nella sua fase di finalizzazione tecnica, sarà presentato a breve alla commissione parlamentare competente. L’iter all’Assemblea Regionale Siciliana (ARS) si preannuncia supportato da una solida base politica.

A spingere per l’approvazione del testo sono diverse forze politiche:

  • Il gruppo autonomista: promotore principale del testo nelle commissioni di merito;

  • I deputati regionali: numerosi parlamentari di diversi schieramenti si sono già dichiarati favorevoli al ritorno delle preferenze;

  • Gli enti locali: i territori chiedono da tempo una guida stabile e legittimata dal voto popolare per gestire strade, scuole superiori e ambiente.

Per l’assessore regionale alle Autonomie Locali, Elisa Ingala, il provvedimento non è un semplice aggiustamento burocratico, ma una riforma strutturale necessaria per accorciare le distanze tra le istituzioni e le reali esigenze delle comunità locali.

«Il ripristino del voto diretto è una precisa scelta politica di democrazia e partecipazione – ha dichiarato l’assessore regionale Elisa Ingala –. I cittadini devono poter tornare a scegliere direttamente chi li rappresenta e chi amministra il territorio. Questa riforma punta a colmare un vuoto democratico e a rafforzare il rapporto tra le istituzioni e i nostri territori».

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