Santità, la piattaforma delle proposte CGIL Siracusa

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Una delegazione del sindacato parteciperà alla manifestazione nazionale sulla sanità di Roma fissata per sabato 24 giugno.

Ecco le proposte della CGIL di Siracusa:

1. Rendere effettivo, in tempi certi, il piano di rifunzionalizzazione dell’Ospedale unico Avola-Noto, attivando i posti letto previsti per i reparti di Riabilitazione e Lungodegenza al Trigona di Noto;
2. Garantire h 24 l’apertura del Pronto Soccorso a Noto, o comunque di un Presidio per l’emergenza-urgenza che possa rispondere in maniera adeguata ai pazienti gravi;
3. Nell’ambito di una congrua risposta alle urgenze territoriali, riteniamo che possa essere considerata l’ipotesi di dichiarare il Distretto di Noto come “zona disagiata” e conseguentemente stabilire una indennità specifica per il personale che opera nelle Guardie Mediche e nell’Emergenza territoriale (PTE), per rendere più attrattivo aderire ai bandi per la copertura dei posti carenti;
4. Rivendichiamo una perequazione dell’offerta specialistica rispetto agli altri Distretti, sia con un aumento delle ore ambulatoriali, sia con una più incisiva committenza verso il privato accreditato, sia aumentando l’offerta resa dal presidio ospedaliero di Avola;
5. Chiediamo, in conclusione, che venga aumentata la presa in carico dei pazienti che necessitano di assistenza domiciliare, nonché l’adeguamento degli organici dei Consultori e dei servizi di salute mentale.

In questi 5 punti si articola la piattaforma rivendicativa in tema di sanità pubblica stilata dalla Cgil provinciale, dopo l’iniziativa pubblica che si è svolta a Pachino il 9 giugno scorso.

Le popolazioni di questo comprensorio da troppo tempo assistono ad un progressivo depauperamento dell’assistenza sanitaria tale da rasentare una vera e propria negazione del diritto sancito dall’articolo 32 della nostra Costituzione – dice Roberto Alosi, segretario generale della Cgil di Siracusa – Inammissibili i vuoti nella copertura del servizio; particolarmente sentita dalla popolazione è la questione legata alle bibliche liste di attesa per le prestazioni specialistiche. Per non dire della assistenza domiciliare integrata, quantomeno inadeguata”.

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