Sotto accusa la scelta della maggioranza di bocciare deliberatamente il proprio DUP. “Un triste primato per un primo cittadino a fine carriera, che tradisce la storica Autonomia del paese e i patti elettorali”
Lo tsunami istituzionale che ha travolto il Comune industriale continua a scuotere il dibattito politico cittadino. All’indomani del formale scioglimento del Consiglio Comunale di Priolo, arriva la durissima presa di posizione dell’ex consigliere Diego Giarratana, che punta l’indice direttamente contro le scelte strategiche del primo cittadino.
Secondo l’esponente politico autonomista, la caduta dell’assise civica non è un incidente di percorso, ma il frutto di una precisa e calcolata volontà mirata a silenziare l’opposizione.
L’accusa mossa all’Amministrazione è frontale e parla di un vero e proprio auto-sabotaggio. Giarratana definisce “anomala” la conclusione anticipata del mandato dell’organo eletto dai cittadini:
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La stessa maggioranza che sosteneva il Sindaco ha volutamente bocciato il proprio Documento Unico di Programmazione (DUP).
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Questa mossa ha innescato una deliberata paralisi istituzionale, portando all’inevitabile arrivo del commissario regionale.
«Lo scioglimento del Consiglio Comunale rappresenta una sconfitta per l’intera comunità – dichiara Giarratana –. È l’emblema che il confronto democratico è stato sostituito da una forzatura. L’interesse collettivo è stato sacrificato sull’altare di una parziale e precisa scelta politica».
L’analisi si sposta poi sulle dinamiche elettorali che avevano garantito la vittoria dell’attuale primo cittadino. Giarratana ricorda come l’elezione del Sindaco Gianni sia maturata per uno scarto ridottissimo, calcolato in circa 30 voti.
Un margine risicato colmato grazie al sostegno fondamentale e determinante del gruppo Grande Sicilia Priolo. Un appoggio vitale che, secondo l’accusa, è stato rapidamente dimenticato: invece di ricercare equilibrio e dialogo, il sindaco avrebbe operato un’alterazione immediata degli equilibri politici, sfociata fisiologicamente nell’assenza di una maggioranza stabile.
La chiusura del civico consesso viene vissuta come una profonda ferita per una città che in passato ha lottato duramente, con grande impegno civile, per conquistare la propria Autonomia comunale, di cui il Consiglio è da sempre il cuore pulsante. Giarratana avverte che la partita politica non è ancora finita e che sono già in corso valutazioni per le prossime iniziative.
«La forza di una guida politica non sta nell’eliminare le differenze e la pluralità delle posizioni, ma nel governarle – conclude amaramente Giarratana –. Questa vicenda lascerà un segno profondo nella vita democratica del paese. È un triste primato che spetta ad un Sindaco alla fine della sua carriera politica, il quale ha fallito l’ambizione di lasciare un buon ricordo di sé».








