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Siracusa, caso Rizza, il consigliere Burti: “Sentenza del Tar non basta, serve responsabilità politica”

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Il consigliere del Libero Consorzio interviene dopo il pronunciamento dei giudici amministrativi: “Le alternative restano valide, non sradichiamo alunni e docenti”

Il pronunciamento del Tar di Catania, che ha recentemente respinto il ricorso contro il piano di riorganizzazione degli istituti superiori promosso dal Libero Consorzio Comunale, non spegne affatto il dibattito politico a Siracusa. Anzi, secondo il consigliere del Libero Consorzio Cosimo Burti, in quota Forza Italia, la decisione dei giudici segna solo l’inizio di una nuova fase in cui la politica deve riprendere il proprio ruolo centrale.

L’attenzione resta focalizzata sul destino dell’Istituto Rizza, il cui sradicamento dalla sede storica continua a sollevare forti perplessità tra docenti, studenti e parte delle istituzioni.

Per il consigliere Burti, la legittimità formale di un atto amministrativo non coincide necessariamente con la sua opportunità politica e sociale. La vittoria al Tar non deve quindi trasformarsi in un alibi per chiudere il dialogo.

“La sentenza del TAR sul Piano Scuole del Libero Consorzio non mette la parola ‘fine’ alla discussione, ma sposta il baricentro dalla giurisprudenza alla responsabilità politica, che purtroppo è rimasta finora confinata – si legge nella nota diffusa da Cosimo Burti –. Una questione così rilevante, come lo sradicamento dalla sua sede storica del Rizza, dei suoi alunni, del corpo insegnante, del personale amministrativo non può e non deve essere confinata in una diatriba legale”.

Burti sottolinea come lo stesso Tribunale Amministrativo non abbia “promosso” nel merito l’efficacia didattica della proposta dell’Ente, essendosi limitato, come da sue prerogative, a dichiararla semplicemente legalmente possibile.

In vista dei prossimi passi operativi, il consigliere traccia una linea d’azione basata sull’ascolto e sulla revisione critica delle scelte, invitando i vertici del Libero Consorzio a un’assunzione di responsabilità.

Questi i punti fermi ribaditi nell’intervento:

  • Alternative valide: Le proposte alternative al trasferimento “forzato” restano sul tavolo mantenendo inalterata la loro dignità, la valenza didattico-sociale e il peso strategico.

  • Nessun alibi: Un appello diretto al Presidente dell’Ente affinché non ci si nasconda “dietro aspetti che hanno certamente il loro valore ma che non possono cancellare tutti gli elementi ancora validissimi” del dibattito.

  • Soluzioni condivise: La necessità di proseguire i lavori del tavolo tecnico per individuare una strada che metta d’accordo tutte le parti in causa.

Il messaggio politico si chiude con un richiamo al dovere morale delle istituzioni nei confronti della comunità scolastica siracusana, duramente provata in questi mesi di incertezza.

“La politica ha il dovere di farsi carico delle condivisibili preoccupazioni di studenti e docenti, di tanti cittadini ed associazioni – conclude Burticontinuando il buon lavoro intrapreso al tavolo con le scuole e cercando di individuare la soluzione condivisa da sempre auspicata. È possibile farlo, è doveroso farlo!”.

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