Le parole del leader di Azione non sono proprio una novità, ma rispecchiano – in parte – la disillusione di molti, anche siciliani. Il Presidente Schifani però, sebbene “padrone di casa”, ha preferito lasciare la convention di FI
«Sai cosa penso della Sicilia… È da cancellare, da cancellare».«La Sicilia è da buttare, questi qui che non aboliscono il voto segreto devono andarsene al confino». «Mi spiace che Schifani si sia offeso. Semplicemente gli ho detto ciò che penso. I siciliani sono vittime di una sistema clientelare, costoso e inefficiente. Un sistema che non è nato ieri ma che ha accompagnato la storia della regione dallo statuto speciale».
La sintesi delle dichiarazioni di Carlo Calenda a margine dell’evento organizzato a San Benedetto del Tronto dai giovani di Forza Italia non lascerebbe adito a dubbi, considerata la successiva reazione del presidente Schifani che ha preferito abbandonare l’incontro, offeso per quanto ascoltato.
Il video su Instagram
Riportare le dichiarazioni ignorando il contesto è però uno dei fattori di fraintendimento più noti, per questo il video dell’incontro con Schifani – postato dallo stesso Calenda sul suo profilo Instagram – fa luce sui toni della vicenda, decisamente meno ostili di quello che sembravano. Anche il presidente, al termine dello scambio in cui comunque Calenda estende il problema della governance delle Regioni a tutta Italia, non sembra in effetti così offeso, ma alla fine come noto deciderà comunque di non intervenire:
Il sindaco Italia: “Dal video si intuisce reale tenore delle dichiarazioni. Voto segreto follia tutta siciliana”
Francesco Italia, sindaco vicino ad “Azione”, prima di esprimere un parere ci ha chiesto di vedere proprio il video in questione su Instagram: “Nel mio intervento vorrei per prima cosa ristabilire la verità dei fatti – ci dice – il voto segreto è una follia tutta siciliana, non ho mai conosciuto un presidente della regione favorevole e secondo me rappresenta uno scandalo della regione Sicilia. Il tono di Calenda è volutamente provocatorio – conclude il sindaco – serve a sollecitare l’attenzione su alcune storture che, come quella del voto segreto, rendono il nostro Statuto Speciale uno strumento usato in maniera non certamente positiva.”
L’On. Riccardo Gennuso: “Vicino al presidente Schifani, inaccettabile che un politico eletto con i voti dei siciliani si permetta di offenderli”
Diametralmente opposta – come prevedibile – la reazione del deputato regionale forzista Riccardo Gennuso. “Sono d’accordissimo con il Presidente Schifani per la reazione che ha avuto” ci dice, “è inaccettabile che un politico eletto con i voti dei siciliani, non solo si prende i voti e scappa, ma si prende anche il lusso di offenderli.” “Mi piacerebbe sapere un’opera realizzata dall’On. Calenda per la nostra Sicilia o anche per un semplice paesino, magari un suo ricordo di infanzia – continua Gennuso – visto che è stato candidato ed eletto in Sicilia. Noi prendiamo le distanze da certi atteggiamenti, siamo con il presidente Schifani che ha fatto bene ad allontanarsi, anche se eravamo a casa nostra, ma certi atteggiamenti di politicanti che pensano di prendere voti attaccando in questo modo rappresentano qualcosa di allucinante.”
Calenda vs Cuffaro, ancora strascichi sulle dichiarazioni contro la “governance” siciliana
Alta tensione tra Roma e Palermo dopo le critiche di Carlo Calenda alla Sicilia e al governo Schifani. Alla difesa d’ufficio del presidente della Regione da parte di Totò Cuffaro, segretario nazionale della DC, è seguito un durissimo botta e risposta personale tra i due, nel quale si è inserito anche l’eurodeputato FdI Ruggero Razza, che ha colto l’occasione per rilanciare la battaglia sull’abolizione del voto segreto all’ARS.
Calenda all’attacco di Cuffaro: “Cito Falcone…”
La polemica era iniziata ieri, con Cuffaro che aveva suggerito a Calenda, “per emendare il suo saccente eloquio”, la lettura di un dialogo di Sciascia. La replica del leader di Azione non si è fatta attendere ed è stata durissima, colpendo Cuffaro sul piano personale e giudiziario.
Calenda ha definito l’ex Governatore come «l’esempio di questa classe di parassiti che distrugge la Sicilia e affama i siciliani. L’unica cosa che Cuffaro ha fatto verso il popolo siciliano è sfruttarlo e nonostante la condanna per favoreggiamento non ha ancora il pudore di tacere e ritirarsi a vita privata».
Il leader di Azione ha poi concluso il suo affondo con una citazione di Giovanni Falcone: «Del resto, come diceva Giovanni Falcone: “Dove comanda la mafia, i posti nelle istituzioni vengono tendenzialmente affidati a dei cretini”».
La controreplica di Cuffaro (DC): “Tipico populista”
A stretto giro è arrivata la controreplica di Cuffaro, che ha risposto a Calenda citando Seneca:
«Esimio Calenda, “Iniuriam qui facit, quam qui accipit turpior est” (È più vergognoso chi fa l’offesa che chi la subisce). Insultare non ti farà apparire né saggio né capace. Chi offende si disonora; chi subisce mantiene la dignità… e noi siciliani ne abbiamo da vendere».
Il segretario DC ha poi concluso: «Parlare tanto e produrre poco, costruendo palazzi di lamentele contro chi lavora davvero sembra essere il tuo abito preferito: per me, il tipico comportamento da populista».
Si inserisce Razza (FdI): “Sul voto segreto Calenda dice una cosa sensata”
Nel mezzo della rissa verbale, si è inserito l’eurodeputato di Fratelli d’Italia, Ruggero Razza, ignorando completamente la polemica personale (“Non mi iscrivo al partito degli indignati”) ma agganciandosi a uno dei temi toccati da Calenda: il voto segreto all’Assemblea Regionale Siciliana.
«Non si può tacere che sul voto segreto Calenda dice una cosa sensata: è una norma da superare», ha dichiarato Razza.
L’esponente di FdI ha ricordato come non sia una novità: «Avendolo già ampiamente detto cinque anni fa Nello Musumeci, dopo l’indegno voto sulla legge che aveva provato ad intervenire sul sistema dei rifiuti, aderendo alle decisioni della magistratura contabile. Norma bocciata con il concorso dell’opposizione e di parte della maggioranza».
Razza ha poi concluso, difendendo l’operato dell’attuale governo regionale: «Oggi c’è un percorso, concordato tra il presidente Schifani e il presidente dell’ARS Galvagno, per superare questa vergogna. Per FdI la trasparenza nel voto è una battaglia che va avanti da anni».











